Sei qui: Home » Poesie » “Pasqua”, la poesia di Ada Negri che ci ricorda il valore della pace
poesia sulla pace

“Pasqua”, la poesia di Ada Negri che ci ricorda il valore della pace

La Pasqua è da sempre simbolo di ritrovata condivisione e di armonia. Per questo, oggi vi proponiamo la lettura di “Pasqua”, una poesia di Ada Negri che ci ricorda l’inestimabile valore della pace.

Quest’anno festeggeremo la Pasqua con una consapevolezza diversa, probabilmente, memori dei due anni trascorsi a distanza dai nostri cari, senza poter condividere il momento più importante della vita cristiana con il nostro prossimo e con il pensiero rivolto alle vittime delle guerre che aumentano ogni giorno di più a causa della cieca sete di fama e di potere dei nostri governanti. Ci confronteremo, forse più di quanto abbiamo mai fatto negli anni passati, sul significato e sul valore della Pasqua. Ecco perché oggi vogliamo proporvi la lettura di “Pasqua”, una poesia di Ada Negri che si focalizza sul senso di questo rito e sul valore della pace che è insito in esso.
Leggiamo insieme “Pasqua”.

Pasqua

E con un ramo di mandorlo in fiore,
a le finestre batto e dico: «Aprite!
Cristo è risorto e germinan le vite
nuove e ritorna con l’april l’amore
Amatevi tra voi pei dolci e belli
sogni ch’oggi fioriscon sulla terra,
uomini della penna e della guerra,
uomini della vanga e dei martelli.
Aprite i cuori. In essi irrompa intera
di questo dì l’eterna giovinezza».
lo passo e canto che la vita è bellezza.
Passa e canta con me la primavera.

Un messaggio di pace

Non occorrerebbe spendere parole dopo la lettura di “Pasqua”. Quanto bisogno abbiamo di sentire la parola “pace”? Quanto desiderio abbiamo di aprire la finestra e ammirare la bellezza di un mondo senza ingiustizie e storture?

Con questo componimento, Ada Negri riesce a veicolare un messaggio di pace e di amore sia grazie al lessico utilizzato, sia grazie alla dolcezza e all’armonia dei versi, rimati e ritmati come fossero un leggero fruscio primaverile di foglie e piante, accarezzate dal vento.
Ci sentiamo trasportati nella situazione descritta dalla poesia, e un senso di delicatezza ci pervade. È lo stesso che vorremmo provare nella nostra realtà di tutti i giorni, dove invece vediamo gli “uomini della penna e della guerra,/uomini della vanga e dei martelli” coi cuori chiusi, disposti solo alla violenza e alla guerra.

In questo componimento è l’energia positiva della vita ad avere la meglio, e a caricare ogni verso di luce: il lessico riferito alla nascita, all’apertura e alla luminosità è preponderante, tanto che se dovessimo descrivere con un aggettivo questa poesia, forse useremmo tutti un termine come “sfolgorante”, “brillante”, “scintillante”.

Questo perché “Pasqua” è un inno sì alla pace e alla fraternità, alla felicità nei confronti di un evento magnifico come la resurrezione di Cristo, ma è soprattutto un componimento che canta e inneggia alla vita e alla sua forza innata che, nonostante le difficoltà, riesce a trionfare sempre.

Ada Negri

Ada Negri nasce a Lodi nel 1870. Vive un’infanzia difficile perché, rimasta orfana di padre, si adatta alle difficoltà economiche che si prospettano dopo la morte dell’unica persona che porta il pane a casa. La mamma e la nonna fanno di tutto per non far mancare alla piccola Ada il necessario, e la mamma in particolare lavora incessantemente per permetterle gli studi.

Così, dopo tante fatiche e immani sacrifici da parte di tutta la famiglia, nel 1887 Ada conclude il percorso scolastico e diventa finalmente maestra. È in questi anni di ritrovata serenità che la giovane donna incomincia a scrivere poesie. Nasce nel 1892 la prima raccolta, “Fatalità”, salutata con entusiasmo da Giosuè Carducci.

La vita sentimentale di Ada Negri è costellata di insuccessi e delusioni. Ma, da una delle relazioni intraprese, culminata con un matrimonio, nascono due bimbe. Una delle due, Vittoria, muore a un mese di vita. Bianca, invece, cresce profondamente amata dalla madre, ed è a lei che sono dedicate numerose poesie.

La fama di Ada Negri cresce vertiginosamente, tanto che la poetessa ottiene prestigiosi premi e accarezza anche la possibilità di ricevere il Nobel. È la prima donna ad essere ammessa all’Accademia d’Italia. Ada Negri muore a Milano l’11 gennaio 1945.

 

© Riproduzione Riservata