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La poesia

“Natale”, la malinconica poesia di Giuseppe Ungaretti

“Natale” è una poesia di Giuseppe Ungaretti scritta nel 1916 e successivamente pubblicata nella raccolta “Allegria di naufragi”

Non tutti viviamo le festività allo stesso modo, la poesia “Natale” di Giuseppe Ungaretti ne è un esempio. Composto nel 1916 durante la sua licenza natalizia a Napoli, il componimento nel 1919 venne inserito nella raccolta “Allegria di naufragi”.

“Natale”

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

Il peso della vita e della storia

Quando Ungaretti scrive questa poesia è in licenza per le feste di Natale a Napoli. Quella che sta vivendo da soldato è la Prima Guerra Mondiale, una tragedia che vide morire più di seicentocinquanta mila militari. Per un po’ il poeta riesce a distogliere lo sguardo dai paesaggi dove si combatte in maniera disumana. Ma ciò non riesce a togliere l’atrocità dalla mente di Ungaretti che non ha comunque voglia di festeggiare. “Natale” trasmette esattamente l’opposto rispetto a quello che è lo spirito di questa festività, qui il poeta vuole la solitudine, il silenzio e l’assenza. Ciò si intuisce anche dalla mancanza di punteggiatura nel componimento. Tutto il male vissuto da Ungaretti è incredibilmente espresso nella forza evocativa della poesia.

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“Natale”, la poesia di Quasimodo che celebra il Presepe

“Natale” è una poesia di Salvatore Quasimodo del 1952 che racconta la magia delle feste attraverso la bellezza del Presepe

 

Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti è nato ad Alessandria d’Egitto l’8 febbraio 1888 e morto a Milano il 1° giugno 1970. Durante gli anni della scuola Ungaretti ha iniziato a provare un amore per la poesia, si è avvicinato alla letteratura francese e a quella italiana grazie alle opere di autori come Mallarmé, Baudelaire, Rimbaud e Leopardi. Nel 1912 si è trasferito a Parigi per studiare all’università: ha frequentato per due anni le lezioni del filosofo Bergson, del filologo Bédier e di Strowschi alla Sorbonne e al Collège de France. Ha potuto conoscere molte importanti personalità dell’ambiente artistico internazionale. Nel 1915 si è arruolato come volontario. Nel 1942 Ungaretti è tornato in Italia dopo un periodo da docente in Brasile.

Alice Turiani

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