poesia d'amore

“L’ultimo addio” di Ugo Foscolo, il dolore per un amore finito

Ugo Foscolo, nella poesia "L'ultimo addio", interpreta la fine di un amore in cui i ricordi prendono il sopravvento e non ci lasciano andare avanti

La fine di un amore non è facile da accettare. In un addio molto spesso i ricordi prendono il sopravvento e ci riportano indietro nel passato senza lasciarci andare avanti. Ugo Foscolo, nella poesia “L’ultimo addio”, interpreta in maniera struggente questo cupo sentimento.

L’addio all’amata

Il poeta inizia la poesia confessando di essere l’unico capace di sapere quanto abbia amato la donna perduta. La fine dell’amore provoca in Foscolo un dolore ancor più grande della morte, ora che lui si sente “col piè nella fossa”. Nonostante l’enorme dolore provocato da questo addio, l’amata “anche in questo frangente ritorni, come solevi, davanti a questi occhi che morendo si fissano in te”. Ma l’autore è “certo del tuo pianto”, ovvero del fatto che anche l’amata stia soffrendo per tale situazione.

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Foscolo e il romanticismo

Ugo Foscolo è stato un poeta, scrittore e traduttore italiano, uno dei principali letterati del neoclassicismo e del preromanticismo. Egli fu uno dei più notevoli esponenti letterari italiani del periodo a cavallo fra Settecento e Ottocento, nel quale si manifestano o cominciano ad apparire in Italia le correnti neoclassiche e romantiche, durante l’età napoleonica e la prima Restaurazione.

L’ultimo addio

T’amai, dunque, t’amai, e t’amo ancor
di un amore che non si può concepire
che da me solo. È poco prezzo,
o mio angelo, la morte per chi
ha potuto udir che tu l’ami,
e sentirsi scorrere in tutta
l’anima la voluttà del tuo bacio,
e pianger teco – io sto col piè
nella fossa; eppure tu anche
in questo frangente ritorni,
come solevi, davanti a questi occhi
che morendo si fissano in te,
in te che sacra risplendi
di tutta la tua bellezza…
Io muoio… pieno di te,
e certo del tuo pianto…

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