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“L’amore, amore mio”, la forza del sentimento per Nizar Qabbani

Oggi condividiamo con voi “L’amore, amore mio”, una dolce poesia di Nizar Qabbani che celebra il sentimento più nobile che esista

Nizar Qabbani è uno dei più grandi poeti della letteratura araba contemporanea. Con la sua produzione, è riuscito a costruire un nuovo modo di fare poesia, prediligendo il tema dell’amore e della donna. Oggi condividiamo con voi “L’amore, amore mio”, una poesia che celebra l’amore e tutte le emozioni che scaturiscono da questo sentimento.

L’amore, amore mio

L’amore, amore mio,
è una poesia graziosa scritta sulla Luna,
l’amore è disegnato su tutte le foglie degli alberi,
l’amore è inciso
sulle piume dei passeri,
sulle gocce di pioggia.

Quando amo
sento di essere il re del tempo
possiedo la terra e tutto ciò che essa contiene
e cavalco nel sole sul mio cavallo.

Quando amo
mi trasformo in fluida luce
che occhio non vede
e i versi nei miei quaderni
si trasformano in campi di mimosa e papavero.

Quando amo
acqua zampilla dalle mie mani
erba cresce sulla mia lingua
quando amo
sono tempo fuori dal tempo.

Quando amo una donna
tutti gli alberi
corrono scalzi verso di me…

La forza dell’amore

Con la sua produzione poetica, Nizar Qabbani innova profondamente la poesia araba, cantando l’amore e soprattutto la donna in una luce nuova. “L’amore, amore mio” è un esempio di quanto le due tematiche siano radicate nell’immaginario del poeta.

Il componimento, costituito da 5 strofe, comincia come se l’io lirico stesse interloquendo con una seconda persona, nello specifico la donna amata. “L’amore, amore mio,/è una graziosa poesia scritta sulla luna”, così recitano i primi due versi della poesia: Qabbani canta un amore totalizzante, che da lui si irradia nell’ambiente che lo circonda. Così, l’amore si trova negli alberi, negli uccelli, nella pioggia.

La forza di questo sentimento è tale da rendere l’io lirico una persona diversa, che abbandona le sue debolezze e all’improvviso si scopre forte, sicuro. Si sente “il re del tempo”, capace di ogni cosa. E anche i versi acquistano una luce nuova, come se ogni parola fosse un prezioso fiore. Una poesia che mette in relazione la fertilità della terra e la forza euforica che scaturisce dall’amore, un sentimento che è in grado di cambiare l’uomo e il suo rapporto con se stesso e con il mondo che lo circonda.

Nizar Qabbani

Nizar Qabbani nasce il 29 marzo 1923 nei pressi di Damasco, in Siria, da una ricca famiglia di origini turche. Gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza sono sereni, trascorrono fra lo studio e i divertimenti quotidiani. Già dall’età di 16 anni, il giovane Nizar si dedica alla scrittura, componendo poesie che hanno al centro il tema dell’amore.

Nel 1945, Nizar Qabbani ottiene la laurea in Legge, dopo anni di studi all’Università di Damasco. Da qui, ha inizio la lunga carriera diplomatica del poeta, che lo porta a viaggiare molto in qualità di dipendente dell’ambasciata siriana. Il Cairo, Ankara, Madrid, Pechino e Beirut sono soltanto alcuni dei luoghi in cui vive Qabbani per via dei suoi incarichi di lavoro.

Intanto, il conflitto israelo-palestinese fa il suo prepotente ingresso nella storia e nella vita della popolazione araba. Nizar Qabbani, che nel frattempo ha raggiunto la notorietà grazie ai suoi versi, fonda a Londra, nel 1967, una casa editrice tutta sua, la “Nizar Qabbani”, che si fa portavoce della causa araba all’estero.

Traferitosi a Beirut, Qabbani conduce una vita divisa fra famiglia – si sposa due volte e ha diversi figli –, lavoro e impegni editoriali.
Quando la seconda moglie, Balkis, muore improvvisamente, Nizar Qabbani lascia definitivamente Beirut e si sposta prima a Genova, poi a Parigi e infine a Londra, dove rimane fino alla morte, avvenuta il 30 aprile 1998 a causa di una crisi cardiaca.

 

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