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“Il mio passato” di Alda Merini, il valore del qui ed ora

Il 1° novembre del 2009 ci lasciava Alda Merini, una delle poetesse più amate dei nostri tempi. La ricordiamo leggendo "Il mio passato", un bellissimo componimento in cui l'autrice milanese riflette sul tempo trascorso e sul valore del presente.

Era il 1° novembre del 2009 quando Alda Merini, fra le voci più amate nel nostro paese, si spegneva a Milano, dopo aver vissuto un’esistenza costellata dal dolore e addolcita dalla poesia. In occasione dell’anniversario della sua morte, vogliamo ricordarla attraverso “Il mio passato”, un bellissimo componimento in cui Alda Merini riflette sul passato e sul significato che riveste nella sua esistenza, soffermandosi, infine, sul presente, sull’inestimabile valore dell’istante in cui siamo immersi, il qui ed ora.

“Il mio passato” è una poesia di cui ciascuno di noi avrebbe bisogno, che ognuno di noi dovrebbe leggere almeno una volta al giorno, perché troppo spesso siamo impegnati nel rimuginare su un tempo che è stato, che è immutabile e non ritornerà più; e così facendo, togliamo energie e possibilità al presente, l’unico tempo che siamo in grado di padroneggiare, di vivere e plasmare secondo i nostri desideri e le nostre necessità. 

Il mio passato di Alda Merini

Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che è passato
è come se non ci fosse mai stato.
Il passato è un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato è solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho già visto
non conta più niente.
Il passato ed il futuro
non sono realtà ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacché non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.

Alda Merini

Alda Merini è nata a Milano il 21 marzo 1931. Poetessa e scrittrice, si è sempre distinta per l’impressionante intimità raccontata nelle sue opere. Voce tormentata dagli eventi del suo tempo e da un malessere interiore che ha sempre cercato di esprimere attraverso la scrittura, Alda Merini ha esordito giovanissima, a soli 15 anni, sotto la guida di Giacinto Spagnoletti, scopritore del talento artistico della ragazza.

Nel 1947 viene internata per la prima volta in una clinica, reduce dall’incontro con “le prime ombre della sua mente”. Da quel momento in avanti, la vita di Alda Merini è caratterizzata dal ricovero in varie case di cura, da periodi di desolata solitudine e silenzi inenarrabili. Nonostante le difficoltà psichiche, Alda Merini è riuscita a lasciarci in eredità una vastissima produzione, fra versi, opere in prosa e aforismi, carica di profondità ed emozione, espresse in modo assolutamente distintivo e personale.

Le poesie di Alda Merini e i suoi aforismi sono diventati parte integrante della nostra cultura e del nostro immaginario collettivo proprio grazie alla forza evocativa di cui i versi di questa splendida autrice sono intrisi. Celeberrimo, fra tutti, il componimento “Sono nata il 21 a primavera”, reso famoso anche per merito della versione musicata e cantata da Milva (Milva canta Merini, 2004).

Alda Merini ci ha lasciati a Milano, il 1° novembre 2009.

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