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Poesia d'amore

I tuoi occhi, la poesia d’amore di Nazim Hikmet

Nazim Hikmet moriva il 3 giugno 1963. Ricordiamo il noto poeta con la sua romantica poesia "i tuoi occhi", da dedicare a chi amiamo.

Nazim Hikmet è il più importante poeta turco del Novecento, ricordato principalmente per il suo capolavoro, la raccolta Poesie d’amore, che testimonia il suo grande impegno sociale e il suo profondo sentimento poetico. Le sue poesie sono amate in tutto il mondo per la loro capacità di arrivare dritte al cuore, grazie al linguaggio semplice “delle piccole cose”.

Gli occhi come portatori di verità 

Nazim Hikmet ha scritto questa poesia nel 1948. Come solo questo poeta sa fare, le parole scorrono nella nostra mente evocandoci emozioni e sensazioni uniche. I protagonisti del componimento sono gli occhi, considerati specchio assoluto dell’anima. Gli occhi che oggi, dopo un anno e mezzo di pandemia, sono diventati i messaggeri principali delle nostre intenzioni, parole, sentimenti. 

Gli occhi che Hikmet descrive sono quelli di una persona amata, che, ovunque essa si trovi, porta il sole nel proprio sguardo. Uno sguardo che si fonde con le luci, i colori, le ombre della natura; che riesce ad essere così trasparente quanto intenso. Perché è proprio attraverso gli occhi che Nazim Hikmet può conoscere la sua donna, attraverso le sue lacrime, attraverso la luce che nei momenti di gioia compare, gli “occhi nudi”, paragonati a quelli di un bimbo, sono gli unici portatori della verità. 

Noi quanta importanza diamo agli sguardi? Quante volte ricerchiamo negli occhi di un’altra persona quel sentimento o quei dubbi che attanagliano la nostra mente? Siamo sicuri che i nostri stati d’animo riusciamo a nasconderli? Forse è proprio attraverso la finestra dei nostri occhi che i segreti più intimi e le emozioni più grandi, fioriscono.

 

I tuoi occhi, la poesia di Nazim Hikmet

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che tu venga all’ospedale o in prigione
nei tuoi occhi porti sempre il sole.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
questa fine di maggio, dalle parti d’Antalya,
sono così, le spighe, di primo mattino;

i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
quante volte hanno pianto davanti a me
son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi,
nudi e immensi come gli occhi di un bimbo
ma non un giorno han perso il loro sole;

i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che s’illanguidiscano un poco, i tuoi occhi
gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti:
allora saprò far echeggiare il mondo
del mio amore.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
così sono d’autunno i castagneti di Bursa
le foglie dopo la pioggia
e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
verrà un giorno, mia rosa, verrà un giorno
che gli uomini si guarderanno l’un l’altro
fraternamente
con i tuoi occhi, amor mio,
si guarderanno con i tuoi occhi.

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