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“Domande poste a me stessa” la poesia che stimola a guardare oltre

Scopri la grandezza della poesia "Domande poste a me stessa" di Wislawa Szymborska per affrontare la vita e la relazione con gli altri con positività

Domande poste a me stessa di Wisława Szymborska è una poesia che fa parte dell’omonima raccolta pubblicata nel 1954 (con il titolo originale Pytania zadawane sobie) e che ci porta in dono qualcosa di molto importante. Porsi delle domande può aiutare ad affrontare meglio la vita e a vivere con maggiore armonia il rapporto con gli altri.

Le troppe verità che ci costruiamo meriterebbero qualche volta di essere messe in discussione. Non sempre abbiamo ragione e molte volte nelle relazioni, quando si verifica un problema, siamo proprio noi la causa. Bisogna avere il coraggio di capire che tutti possiamo fare degli errori e anche la convinzione più radicata può essere messa in dubbio.

Domande poste a me stessa, una breve analisi della poesia

La poesia di Wislawa Szymborska è piena di sottile scetticismo, l’autrice analizza questioni che di solito vengono trascurate mostrando  un senso di responsabilità, non solo per il presente, ma soprattutto per il futuro. L’apparente severità e l’adesione senza compromessi ai principi morali si combinano con l’empatia e la comprensione per le debolezze umane.

Szymborska mette in evidenza gli errori dell’umanità, partendo da sé stessa (quanta grandezza). L’autrice fa un esame di coscienza, ammette che anche lei non è esente da colpe e debolezze. In questo modo non si pone nei panni di un saggio e di un maestro (altro grandissimo insegnamento), ma di una persona come tutte le altre. La poetessa è severa con se stessa, enumerando numerosi errori che in precedenza aveva cercato di trascurare. Si pone domande alle quali cerca di rispondere onestamente.

Qual è il contenuto del sorriso
e d’una stretta di mano?

La poesia inizia con questa semplice domanda sul significato del sorriso e della stretta di mano. Apparentemente, questi sono saluti ordinari, quotidiani, manifestazioni di cultura elementare. I semplici convenevoli ti vengono automaticamente, senza pensarci troppo. Nessuno vuole essere percepito in modo negativo, quindi si cerca di offrire la migliore impressione. Questi gesti, però, sono spesso vuoti e insinceri.

La vita è come un libro

Wislawa Szymborska si chiede se è arrogante isolarsi dalle altre persone, giudicandole troppo velocemente in modo negativo. Non bisogna giudicare un libro dalla copertina. Per essere una persona onesta e giusta, bisogna comprendere il destino di ogni persona che si incontra, cercare di capirla. I contatti interpersonali sono spesso basati su apparenze e congetture. Molte persone giudicano in base all’apparenza, perché mancano del desiderio di conoscere l’altro.

Nella poesia la persona è ancora come un libro che bisogna leggere per farsi un’opinione. Vanno evitati i giudizi affrettati. È difficile essere onesti, ammettere i propri errori e le proprie debolezze. Il modo più semplice per distrarsi da riflessioni serie è fare battute, mantenere le distanze, convincersi che si prendono sempre le decisioni giuste. Essere chiusi con un’altra persona ha le sue conseguenze.

L’apertura aggiunge più amici e la vita si arricchisce di colori. Il destino dell’umanità non è la solitudine: sono le persone che danno senso alla vita.

Si apprezza solo ciò che è perduto

La poeta polacca ammette di aver spesso messo l’amore al di sopra dell’amicizia. Tutto ciò che le importava era il romanticismo, dicendosi che non aveva bisogno di nient’altro.

Il modo più facile è dire che sono stati gli amici ad allontanarsi e che si sono comportati male e senza rispetto. Tuttavia, la colpa è sempre di entrambe le parti.  

Bisogna saper essere presenti quando gli amici chiedono aiuto, magari semplicemente per parlare dei loro problemi, o quando attraversano momenti difficili.

Se non si riesce a trovare il tempo necessario per gli altri, perché sempre impegnati con i propri affari si rischia di perdere ciò che è prezioso.

Il bicchiere era sul tavolo
e nessuno lo ha notato,
finché non è caduto
per un gesto distratto.

Questi versi rappresentano la più vera metafora della vita. Si apprezza solo ciò che è irrimediabilmente perduto, proprio come con il bicchiere che non è stato notato finché non è caduto dal tavolo. 

Domande poste a me stessa la poesia che ci spinge a guardarci dentro

Nella sfera più intima  la poesia di Wislawa Szymborska può essere pedagogica migliorando la comprensione che abbiamo di noi stessi. Farsi delle domande aiuta sempre e quando le risposte non sono così chiare è il momento di andare in profondità per eliminare le inevitabili debolezze che ogni umano possiede e che rischiano di farci vivere male.

Le routine, i troppi calcoli utili per “accettare” la quotidianità, se interrotti in alcune occasioni possono donarci maggiore serenità. Interrompere ciò che sembrava destinato può aprirci a visioni nuove che possono accompagnarci verso una vita e dei rapporti di amore, di amicizia migliiori.

Ricordiamoci che niente è scritto per sempre ed è sempre bene “aggiornare” le proprie verità e abitudini perché il cambiamento può aiutare noi stessi e il rapporto con le persone che ci stanno vicine.

Questa poesia è pura auto-terapia, è un rimedito che se adottato può illuminare la considerazione che noi abbiamo di noi stessi e spingerci a capire cosa può farci soffrire o creare disturbo negli altri. Porsi delle domande non è una cosa banale è un atto di grande maturità ed è la strada per costruire una più solida personalità e un’armonica indentità.

La poesia di Wislawa Szymborska l’antidoto allo scontro sociale

Domande poste a me stessa dovrebbe essere letta con molta attenzione. I suoi versi contestualizzati alla realtà sociale che stiamo vivendo potrebbero evitare i numerosi conflitti a cui assistiamo tutti i giorni. Proviamo a pensare a come si interagisce sui social. La violenza verbale fatta di continui scontri retorici che poi deviano verso l’insulto e l’offesa, potrebbero placarsi o addirittura annullarsi se si facesse tesoro delle parole di Wislawa Szymborska.

In ogni confronto telematico il muro ideologico o la convinzione integralista non lasciano spazio al dialogo costruttivo. Tutto si risolve in una chiusura in cui i diversi punti di vista non decollano mai verso un’evoluzione. Questo malcostume ha delle inevitabili conseguenze: l’aumento di una rabbia diffusa che ormai si palesa ancor con più forza anche fuori dalla rete

Viviamo in un mondo, in un’epoca, in cui c’è un eccesso di verità. Le relazioni anche grazie ai social si sono amplificate.  Si condivide il proprio punto di vista con un sempre maggior numero di persone. Ciò dovrebbe essere un’opportunità, ma, invece, diventa l’esatto contrario. L’apertura necessaria al confronto ha bisogno della dovuta umiltà di apprendere l’altro punto di vista. Cosa vuole dire? Quali sono le motivazioni che spingono a questa affermazione. In estrema sintesi prevede che ci poniamo delle domande.

Per questo Domande poste a me stessa assume le caratteristiche di un manuale all’approccio positivo con il prossimo. Non dimentichiamo che tutti possiamo sbagliare, l’errore è sempre dietro l’angolo. Accettare gli errori degli altri, aiuta gli altri ad accettare i nostri, in un circolo virtuoso che finisce costantemente per migliorare noi e coloro con cui dialoghiamo.

Wislawa Szymborska, le poesie più belle

Wislawa Szymborska, le poesie più belle

Wislawa Szymborska, Premio Nobel per la letteratura nel 1996, racconta il mondo attraverso la sua poesia: l’amore per le piccole cose, per la natura, per le coincidenze di ogni giorno

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“Domande poste a me stessa” di Wislawa Szymborska 

Qual è il contenuto del sorriso
e d’una stretta di mano?
Nel dare il benvenuto
non sei mai lontana
come a volte è lontano
l’uomo dall’uomo
quando dà un giudizio ostile
a prima vista?

Ogni umana sorte
apri come un libro
cercando emozione
non nei suoi caratteri,
non nell’edizione?
Con certezza tutto,
afferri della gente?

Risposta evasiva la tua,
insincera,
uno scherzo da niente –
i danni li hai calcolati?
Irrealizzate amicizie,
mondi ghiacciati.

Sai che l’amicizia va
concreata come l’amore?
C’è chi non ha retto il passo
in questa dura fatica.
E negli errori degli amici
non c’era colpa tua?
C’è chi si è lamentato e consigliato.
Quante le lacrime versate
prima che tu portassi aiuto?

Corresponsabile
della felicità di millenni –
forse ti è sfuggito
il singolo minuto
la lacrima, la smorfia sul viso?
Non scansi mai
l’altrui fatica?

Il bicchiere era sul tavolo
e nessuno lo ha notato,
finché non è caduto
per un gesto distratto.

Ma è tutto così semplice
nei rapporti fra la gente?

© Riproduzione Riservata
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