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“La fiera dei miracoli” di Wisława Szymborska, guardare il mondo con occhi nuovi

Siamo ancora in grado di guardare il mondo e ciò che ci circonda con stupore e meraviglia? “La fiera dei miracoli” è una delicata poesia in cui Wisława Szymborska ci ricorda quanta bellezza abiti le nostre vite.

Wisława Szymborska è la poetessa delle piccole cose. I suoi versi ci invitano ad approcciarci alla vita con delicatezza e gratitudine. “La fiera dei miracoli” è una di quelle poesie che fanno riflettere sul modo in cui viviamo la nostra quotidianità.

Quante volte ci alziamo al mattino sentendoci già schiacciati dal peso delle nostre giornate? Non ci accorgiamo più dei piccoli miracoli che avvengono attorno a noi. Anche il sole che sorge, regalandoci i primi raggi di luce del nuovo giorno, è un evento meraviglioso.

Quanto spesso ci fermiamo ad osservare ciò che ci circonda con occhi attenti e rispettosi, con l’atteggiamento di chi sa ancora stupirsi e meravigliarsi della bellezza della natura, della straordinarietà dei piccoli avvenimenti che scandiscono il nostro tempo? Le onde del mare che si infrangono sulla scogliera, il vento che ci soffia fra i capelli, il cielo, le nuvole, la notte trapunta di stelle e illuminata dalla luna: nella loro semplicità, questi piccoli miracoli quotidiani svelano una scintilla di eternità.

Wisława Szymborska, attraverso il suo sguardo allenato alla straordinarietà delle cose ordinarie, ci accompagna affinché acquisiamo la nuova consapevolezza di una realtà che ci sembra sempre uguale, monotona, spenta.

La fiera dei miracoli di Wisława Szymborska

Un miracolo comune:
l’accadere di molti miracoli comuni.

Un miracolo normale:
l’abbaiare di cani invisibili
nel silenzio della notte.

Un miracolo fra tanti:
una piccola nuvola svolazzante,
e riesce a nascondere una grande, pesante luna.

Più miracoli in uno:
un lontano riflesso sull’acqua
e che sia girato da destra a sinistra,
e che cresca con la chioma in giù,
e non raggiunga affatto il fondo
benché l’acqua sia poco profonda.

Un miracolo all’ordine del giorno:
venti abbastanza deboli e moderati,
impetuosi durante le tempeste.

Un miracolo alla buona:
le mucche sono mucche.

Un altro non peggiore:
proprio questo frutteto
proprio da questo nocciolo.

Un miracolo senza frac nero e cilindro:
bianchi colombi che si levano in volo.

Un miracolo – e come chiamarlo altrimenti:
oggi il sole è sorto alle 3.14
e tramonterà alle 20.01.

Un miracolo che non stupisce quanto dovrebbe:
la mano ha in verità meno di sei dita,
però più di quattro.

Un miracolo, basta guardarsi intorno:
il mondo onnipresente.

Un miracolo supplementare, come ogni cosa:
l’inimmaginabile
è immaginabile.

Wisława Szymborska

Wisława Szymborska è la più celebre poetessa polacca mai esistita. Tra le più amate e apprezzate dal grande pubblico, le sue raccolte hanno raggiunto numeri di vendita incredibili, pari ai più importanti autori di prosa, nonostante Szymborska abbia più volte ironizzato sul fatto che la poesia piace a non più di due lettori su mille.

Nata il 2 luglio del 1923 in una piccola città della Polonia occidentale di nome Kornik, Wisława Szymborska è cresciuta a Cracovia, dove ha studiato Lettere e Sociologia.

Abbandonati gli studi per via dei problemi economici della famiglia, ha iniziato a lavorare nelle ferrovie. Grazie a questo lavoro, è riuscita a scampare alla deportazione tedesca della Seconda Guerra Mondiale. Szymborska ha poi lavorato come segretaria per una rivista di didattica e, allo stesso tempo, come illustratrice di libri. Molto attiva nella vita culturale della città, ha collaborato nel dopoguerra alla rivista “Walka” (Lotta).

Le poesie di Wisława Szymborska sono state pubblicate su varie riviste prima di essere racchiuse in vere raccolte poetiche. Il primo componimento, “Cerco una parola”, è uscito nel marzo 1945 sul quotidiano Dziennik Polski.

Dopo la pubblicazione delle sue prime raccolte, l’autrice ha ottenuto incarichi di redattrice in diverse riviste polacche. La terza raccolta poetica, “Appello allo Yeti” ha consacrato Szymborska al grande pubblico e alla critica. In seguito a numerosi premi e riconoscimenti, ottenuti tanto in Polonia quanto all’estero, è stata insignita del Premio Nobel per la Letteratura nel 1996.

Wisława Szymborska ci ha lasciati il 1° febbraio del 2012 nella sua casa a Cracovia, morta nel sonno a causa di una malattia che l’ha consumata in pochi mesi.

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