Storie della buonanotte

Sempre più genitori chiedono ad Amazon Alexa di leggere storie della buonanotte ai figli

Uno studio rivela che il 26% dei genitori ricorre a tecnologie come Amazon Alexa per leggere storie della buonanotte ai figli al posto loro
Sempre più genitori chiedono ad Amazon Alexa di leggere storie della buonanotte ai figli

MILANO – Uno studio inglese rivela che il 26% dei genitori preferisce delegare a dispositivi tecnologici come Amazon Alexa la lettura di storie della buonanotte ai figli. Le ragioni? Mancanza di tempo, ma anche volontà di integrare consapevolmente la tecnologia nella vita quotidiana dei bambini.

Lo studio

Il Charity Book trust ha condotto un sondaggio tra 1000 genitori con figli minori di 10 anni per scoprire se l’abitudine di leggere storie della buonanotte fosse ancora parte della vita quotidiana di famiglia, e i risultati hanno rivelato che – sorprendentemente – molti genitori si affidano alla tecnologia per questo tipo di attività.

Solo il 28% degli intervistati ha dichiarato di trovare il tempo di leggere una storia ai propri figli prima di andare a dormire. Un terzo di loro attribuisce la mancanza di tempo agli impegni lavorativi, 1 su 5 si è dichiarata semplicemente “troppo occupata”. Il 26% dei genitori si è rivolto ad “assistenti” come Amazon Alexa, delegando a loro il compito di leggere storie, mentre più della metà utilizzano telefoni, tablet e app come supporto di lettura.

L’83% degli intervistati, in ogni caso, ha affermato di preferire libri cartacei per i loro bambini, ma è comprensibile che sorga qualche preoccupazione rispetto alla crescente tendenza da parte dei genitori di rivolgersi a dei “sostituti digitali”. La scrittrice americana per bambini Francesca Simon (Salani), ha commentato: «In questa maniera si trasmette ai figli il messaggio “i libri non sono importanti per me”. è davvero questo il messaggio che vogliamo passare? Io non credo alla scusa del “non ho tempo”. La vera motivazione è semplicemente pigrizia, stanchezza o mancanza di voglia».

Alexa sì, ma con equilibrio

In questi casi occorre sempre un po’ di equilibrio. Da un lato non bisogna incorrere nell’errore di demonizzare la tecnologia a priori, perché la tecnologia fa parte delle nostre vite, e non è sbagliato ricorrervi per l’educazione dei figli. Il problema, semmai, può risiedere nell’uso sbagliato che ne facciamo. Leggere storie delle buonanotte ai figli è un rituale molto importante dal punto di vista psicologico e relazionale, e delegare interamente ad Alexa (o altri dispositivi analoghi) rischia di far andare perduto un momento bellissimo della costruzione del rapporto genitori – figli. Nella lettura di fiabe prima di andare a dormire, infatti, lo scopo non è solo quello di far addormentare i bambini senza capricci. Si crea un legame intimo tra chi legge e chi ascolta, c’è la possibilità di instaurare il contatto fisico, si trasmette un chiaro messaggio d’amore: “ci sono”, “mi sto prendendo cura di te”, “sono qua per noi”. Questo, purtroppo o per fortuna, è un compito che nessuna Alexa potrà mai interamente assumersi: la lettura è un atto profondamente umano.

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