Nuove parole del vocabolario

Da “microondàbile” a “vigoressia”, ecco i neologismi entrati nella lingua italiana

Il docente e scrittore Massimo Roscia ci spiega in maniera ironica il significato di alcuni dei neologismi "promossi" dalla nuova edizione del dizionario Zanichelli 2017
Da "microondàbile" a "vigoressia", ecco i neologismi entrati nella lingua italiana

MILANO – La lingua italiana? E’ in continua evoluzione. Lo dimostrano i 250 neologismi entrati nel nuovo dizionario Zingarelli 2017, il vocabolario che ogni anno accoglie parole, locuzioni nate per innovazioni culturali, tecnologiche e di costume. Ad illustrarci alcune di queste parole, con l’ironia che lo contraddistingue, è il docente e scrittore Massimo Roscia, autore del libro “Di grammatica non si muore“.

 

Il sottoscritto Massimo Roscia, nato a Roma nel 1970 circa, in riferimento ai seguenti neologismi entrati nella nuova edizione del Dizionario della Lingua Italiana Zingarelli,

 

PREMESSO che, a testimonianza del suo grande estro e della spumeggiante vitalità, l’italiano si arricchisce continuamente di neologismi;

ATTESO che, ogni giorno vengono alla luce oggetti, concetti, entità, fenomeni e situazioni nuove che necessitano subito di un nome;

CONSIDERATO che la grande fabbrica delle parole non conosce scioperi e non si ferma mai;

PRESO ATTO che i neologismi, per loro natura, vivono costantemente tra la simpatia e la diffidenza, l’accettazione e il rifiuto, l’effimero e il duraturo;

RILEVATO che i neologismi contribuiscono a svecchiare, arricchire e colorare la nostra lingua;

 

dichiara quanto segue:

 

ANTIEUROPEISMO

E dopo antincendio, antiacido, antipasto, antibiotico, antibloccaggio, antivipera, anticiclone (su tutti, quello delle Azzorre), anticlericalismo, antifurto, antispasmodico, anticrimine, antipatico, antidiluviano, antidroga, antifascismo, antiforfora, antigienico, antiriciclaggio, antimeridiano, antimacchia, antimperialismo, antiproiettile, antimateria, antiruggine… ecco pure antieuropeismo. Niente di nuovo; c’è sempre stato – e sempre ci sarà – qualcuno o qualcosa che viene prima, che è davanti o che va contro. Rassegniamoci.

 

MICROONDÀBILE

Con quelle due o in sequenza, il cibo che può essere cotto o riscaldato nel forno a microonde diventa brutto, insipido, gommoso e fastidiosamente cacofonico. Aggettivo senza nerbo e senza verbo (microondare non esiste); indegno sostituto di una perifrasi; parola che, distendendosi, oscilla e fa oscillare (sembra di essere in barca a vela, tra rollii, beccheggi e imbardate); trovata pubblicitaria che, invece di sedurre e rassicurare, suona più come una minaccia elettromagnetica. Il mio giudizio è netto. Come ho detto l’altra sera in un’intervista a Radio Deejay, io “al microondàbile, da tradizionalista, preferirò sempre un abbacchio infornabile, con le patate”.

 

STEPCHILD ADOPTION

No, stepchild adoption no! Chiamatela adozione del figliastro, adozione del configlio, adozione del figlio affine, adozione del figlio del partner, ma stepchild adoption no. Perché? Per limitare la dilagante invasione di anglicismi superflui (e basta con questi endorsement, stakeholders, mission e location) ma, soprattutto, per alleviare le pene verbali del Senatore Domenico Scilipoti Isgrò e di altri illustri parlamentari che incespicano gioiosamente su Step Ciaid Association, Step Ciao Ad Ad Ad Options, Step Child Adopt, Step Ciai Adopcio, Steppodoccio, Stepciaild Appiscion, Steppa C’hai Adoscion

 

VIGORESSIA

Il culto del corpo, l’ossessione per la forma fisica, la venerazione dello specchio, il complesso di Adone (senza sapere chi fosse davvero Adone), la fissazione per i muscoli, il bicipite alla Schwarzenegger, i dorsali alla Vin Diesel, gli addominali a tartaruga, le quattro ore al giorno trascorse in palestra (otto giorni a settimana), gli anabolizzanti, gli steroidi (e, probabilmente, anche gli asteroidi), l’odio per le maniglie dell’amore (quasi un ossimoro), le cerette, le creme abbronzanti, le creme snellenti, le creme termogeniche, i biscotti proteici, le barrette proteiche, le proteine… proteiche. Spiacente. Io che sono orgogliosamente pigro, che ho poco rispetto del mio corpo e che sulla mappa di Runtastic segno appena otto metri (la distanza che separa il divano dal frigorifero), sono la persona meno indicata per commentare questo nuovo vocabolo.

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