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Perché si dice “Cavarsela per il rotto della cuffia”

E' successo a tutti in una situazione di "cavarsela per il rotto della cuffia". Scopriamo l'origine di questo modo di dire molto comune.

A chi non è mai capitato di uscire da una situazione complicata in maniera insperata? Sicuramente sarà successo allora di “cavarsela per il rotto della cuffia”. Ma come nasce tale espressione? Nonostante si tratti di una locuzione molto utilizzata e comune, probabilmente non tutti conoscono l’origine di questo modo di dire. Scopriamola insieme.

Cosa significa “Cavarsela per il rotto della cuffia”

Si adopera quest’espressione quando si vuol mettere in evidenza il fatto che ci si è salvati da un pericolo o da un insuccesso solamente perché alcune circostanze ci sono state favorevoli. E la cuffia, cosa c’entra? Pare provenga da un gioco medievale, detto “del saracino” o “della quintana”. Il cavaliere, armato di lancia, doveva colpire lo scudo di un fantoccio, abbigliato da saracino, cercando di non farsi disarcionare.

Spesso, però, i cavalieri venivano colpiti alla cuffia dalla mazza del fantoccio, ma i giudici di gara davano ugualmente buona la prova perché il “concorrente” seppur con la cuffia rotta non era stato disarcionato; pur non avendo effettuato una gara eccezionale, il cavaliere aveva vinto per il rotto della cuffia”.

Per quanto attiene al nome del gioco della quintana (o del saracino) sembra derivi dal francese del XII secolo, “quintaine”, che a sua volta deriva dal latino “quintana” (strada trasversale del campo romano, dietro il pretorio, nella quale si teneva il mercato). La quintana, all’inizio, era la strada che dovevano percorrere i cavalieri, poi, con il trascorrere del tempo, per estensione, ha assunto anche il significato di “giostra”, “gioco”.

Perché diciamo così

Questa e altre espressioni idiomatiche sono protagoniste all’interno del libro “Perché diciamo così” (Newton Compton), opera scritta dal fondatore di Libreriamo Saro Trovato contenente ben 300 modi di dire catalogati per argomento, origine, storia, tema con un indice alfabetico per aiutare il lettore nella variegata e numerosa spiegazione delle frasi fatte. Un lavoro di ricerca per offrire al lettore un “dizionario” per un uso più consapevole e corretto del linguaggio. Un “libro di società” perché permette di essere condiviso e di “giocare” da soli o in compagnia alla scoperta dell’origine e dell’uso corretto dei modi di dire che tutti i giorni utilizziamo. Un volume leggero che vuole sottolineare l’importanza delle espressioni idiomatiche. Molte di esse sono cadute nel dimenticatoio a causa del sempre più frequente utilizzo di espressioni straniere e anglicismi. 

 

 

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