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Ucraina, l’appello dell’AIE: “Si alzi la voce critica del mondo della cultura”

L’Associazione Italiana Editori (AIE) esprime al sua solidarietà all'Ucraina e al suo popolo nel giorno dell’invasione da parte delle forze armate russe e chiede ad alta voce l'intervento del mondo della cultura.

L’Associazione Italiana Editori (AIE) è vicina all’Ucraina e al suo popolo nel giorno dell’invasione da parte delle forze armate russe. L’AIE esprime la sua piena solidarietà al popolo ucraino attraverso la voce del Presidente di AIE Ricardo Franco Levi. E lo fa chiedendo ad alta voce l’intervento del mondo della cultura.

Crisi Ucraina, il messaggio dell’AIE

“La guerra in Europa ci riporta ad anni e vicende storiche che non avremmo mai voluto rivivere – ha dichiarato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi –. La pace è la precondizione e allo stesso tempo il frutto della libertà di pensiero e di espressione, valori che sono al centro della democrazia e della missione di ogni editore. Il nostro pensiero va alle donne e agli uomini ucraini, in particolare ai nostri colleghi editori e al mondo della cultura tutto, impegnato a mantenere viva la coscienza di un popolo oggi sotto le bombe”.

“Oggi più che mai – conclude Levi – ci auguriamo che in ogni nazione si alzi la voce critica degli intellettuali, degli scrittori, degli uomini di pace e del mondo della cultura, perché sappiano riportare l’Europa sulla strada della libertà e della convivenza”.

L’appello dell’Unicef

Messaggi di solidarietà e richieste di interventi arrivano da più parti dopo l’invasione del territorio ucraino da parte della Russia. In particolare l’Unicef si dichiara profondamente preoccupato perché “l’intensificarsi delle ostilità in Ucraina rappresenta una minaccia immediata per le vite e il benessere di 7,5 milioni di bambini.” Negli ultimi giorni colpi di armi pesanti lungo la linea di contatto hanno già danneggiato Infrastrutture idriche di base e scolastiche. “Se i combattimenti non si fermeranno, decine di migliaia di famiglie potrebbero essere costrette a sfollare, facendo drammaticamente aumentare i bisogni umanitari.”

L’Unicef fa così eco all’appello del Segretario Generale per un immediato cessate il fuoco e chiede alle parti di rispettare i loro obblighi internazionali a proteggere i bambini da pericoli e assicurare che gli attori umanitari possano raggiungere in sicurezza e velocemente i bambini che hanno bisogno. “L’Unicef inoltre chiede anche a tutte le parti “di non attaccare infrastrutture essenziali da cui i bambini dipendono – compresi sistemi idrici, igienico – sanitari, strutture sanitarie e scolastiche.”

 

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