La parola dell'esperto

La sfida dei genitori di oggi, “spesso la maternità è come un ostacolo”

I genitori ogni giorni devono fronteggiare moltissimi problemi: con Natascia Ranieri parliamo di maternità, anoressia e ideologia gender
La sfida dei genitori di oggi, "spesso la maternità è come un ostacolo"

Essere genitori oggi non è semplice: la società è diventata più complessa e le problematiche non sono più quelle di una volta. La consapevolezza di determinate sfaccettature psichiche, di malattie, di problemi, di nuovi strumenti ha fato sì che il compito di essere genitori si complicasse.
Natascia Ranieri, psicoterapeuta di Milano, ha partecipato al Festival Kum!, presentato da Massimo Recalcati, tenutosi dal 18 al 20 ottobre, per discutere di genitorialità e di infanzia: cosa significa essere genitore oggi? Abbiamo deciso di parlare con Natascia per capire le varie difficoltà che i genitori riscontrano, rispetto alle varie problematiche che emergono nella vita di tutti i giorni. In particolar modo come si dovrebbe porre un padre o una madre di fronte ad anoressia e all’identità sessuale. 

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Ieri e oggi: cosa è cambiato? 

Se si parla con i nostri genitori, sembra che i figli oggi siano completamente diversi dai figli di un tempo. Più complicati, meno inclini alle regole, capricciosi e viziati. Ma è davvero così? “Il compito di un genitore è difficile in qualunque epoca storica si è immersi. Le difficoltà che incontra oggi un genitore sono soprattutto trovare un sostegno sociale nel limite offerto ai propri figli. Insegnare al proprio figlio che non tutto si può fare, non tutto si può sperimentare che un oggetto non vale un altro, diventa oggi un compito molto arduo visto.” dice Natascia Ranieri. Oggi infatti siamo abituati, sia noi che i nostri figli, a consumare tanto e senza limiti. Consumare spesso prevale sul relazionarsi proprio perché ci si vuole tutelare dal trauma che potrebbe derivare dal contatto con l’Altro. 

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Nella società di oggi la maternità è vista come un limite

Spesso la maternità viene vissuta come un ostacolo alla femminilità di una donna: la maternità limiterebbe la propria realizzazione lavorativa, minerebbe irrimediabilmente la bellezza del corpo femminile, limiterebbe la vita sociale.” Quante volte è capitato di dover scegliere tra la famiglia e la carriera, quante volte le donne sul posto di lavoro vengono scoraggiate dall’avere figli? “Questo vedere la maternità come se fosse un ostacolo è però accostato a un eccesso di cure e di protezioni nei confronti dei figli.”.  Nella società contemporanea la donna rinunciando al ruolo tradizionale di madre, dedicandosi a una carriera soddisfacente, sente di non essere adeguata al ruolo di madre. La società infatti e i valori tradizionali che vi sono ancora inculcati trasmettono l’idea che se tu sei una donna lavoratrice non sarai di certo una buona madre. “Il discorso sociale contemporaneo spesso lascia sole le donne ad affrontare la vertigine della maternità.  Questa solitudine si traduce spesso nelle madri in un senso di inadeguatezza e di colpa.“.                                                                                                                                                   

Come porsi di fronte all’anoressia

Natascia Ranieri si interessa molto di disturbi alimentari tra i giovani e a riguardo ha scritto anche un libro “Quel che Lacan diceva dell’anoressia“. Quello che Natascia Ranieri ci può dire a riguardo dell’anoressia è che “spesso l’anoressia di una figlia congela lo sguardo di un genitore. Vedere sorgere nella propria figlia lo spettro della morte angoscia un genitore fino a immobilizzare parole e atti. Quando incontro genitori di ragazze anoressiche scopro ogni volta con sorpresa che non hanno mai chiesto alla propria figlia cosa la fa soffrire.” Quando invece i genitori riescono ad interrogare la sofferenza dei figli malati, possono accadere invece cose sorprendenti. La vicinanza emotiva è il primo passo che una madre o un padre devono compiere per aiutare il proprio figlio. 

L’ideologia gender

“Certamente l’assunzione della propria sessualità è una questione di natura ma anche di cultura. Si sceglie cioè di assumersi il proprio stile di godimento sessuale.  Questo però non vuol dire lasciare i bambini e i ragazzi soli ad orientarsi in una partita che è complicata per ogni essere umano. La proposta di una sessualità liquida, come l’ideologia gender propone, non può che alimentare confusione in chi si trova a fare i conti con la propria sessualità. L’incontro con le pulsioni sessuali che abitano il nostro corpo, è l’incontro con qualcosa di vertiginoso, se un essere umano non ha elaborato degli strumenti per farvi fronte, se non è stato sostenuto ad orientarsi nella sessualità il rischio è che la sessualità stessa diventi angosciante. Ciò che può autenticamente orientare nelle faccende che riguardano la sessualità è offrire una testimonianza di cosa sia l’amore, di cosa sia un incontro d’amore e perché è solo quello che permette di orientarsi nell’incontro con la sessualità.” dice Natascia Ranieri. 

 

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