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L'intervista sulla festa del papà

Sabina Guzzanti, “Distruggere la cultura significa distruggere l’evoluzione”

Abbiamo intervistato in diretta Instagram Sabina Guzzanti sul suo libro distopico "2119. La disfatta dei Sapiens", edito per Harper Collins.

Sabina Guzzanti, acuta osservatrice della nostra realtà, è uscita da poco con il suo primo libro “2119. La disfatta dei Sapiens”. Un libro dispotico, ambientato in un futuro non poi troppo lontano, che mette in risalto le contraddizioni del web, della tecnologia e riflette profondamente sul concetto di democrazia. 
Siamo ancora liberi? Con una trama intricata, gattini simpatici sul web e un pianeta difficile da controllare, questo primo libro della Guzzanti ha tutte le carte in regole per rimanere a lungo nei nostri ricordi. Noi l’abbiamo intervistata sui nostri profili social.

 

La trama

Sabina Guzzanti immagina un  mondo diviso in due: ci sono i poveri e c’è il Consorzio, un gruppo di iper miliardari che controlla l’intera società attraverso la tecnologia. Gli unici che si oppongono al Consorzio sono i giornalisti di Holly, il solo organo di informazione concepito e scritto da esseri umani invece che da robot. Il Consorzio, però, sta per mettere in rete un nuovo algoritmo, in grado di eliminare definitivamente il libero arbitrio e Tess, bistrattata redattrice di una rubrica sui gattini, avrà in mano il destino di tutti. Accanto a lei e agli altri giornalisti di Hollyfamiglie di migranti europei e newyorkesi, ingegneri del marketing e dei big data, azionisti spietati, hackers e haters. Tutti, in un modo o nell’altro, saranno coinvolti da una catena di avvenimenti che può portare alla fine della specie che si è autodenominata Sapiens. 

Un libro con diversi livelli 

Il libro di Sabina Guzzanti ha diversi “strati” di lettura. C’è quella più superficiale e quella più profonda, che riflette e dice la propria sulla nostra contemporaneità, spesso inquietante. I capitoli seguono un ordine particolare, quello dei numeri binari, e tutto rimanda ad un modus operandi tipico della rete.  A tal proposito Sabina ci ha detto: 

“Il libro ha una struttura stratificata, ibrida, come è la struttura della navigazione in rete. Con l’andare del tempo diventiamo un po’ macchine anche noi, assumiamo un modo di ragionare che da molto importanza alla statistica e nessuna all’esperienza individuale. Avevo l’esigenza di dare un senso a quella che è la mia navigazione in rete. “

Distopia e profezia di Sabina Guzzanti

Nel libro di parla di disastri ambientali, di perdita di libero arbitrio, di pandemie, di cultura. Insomma, molti argomenti, come tutti i libri dispotici, ci portano a riflettere su quello che potrebbe essere un imminente futuro. 

“Il lavoro è stato lungo, ho passato almeno due anni tra ricerche, approfondimenti e collegamenti. Poi è arrivata la pandemia è mi è sembrato di vivere ciò che avevo descritto nel libro. È stato quasi spaventoso, ma alla fine questo periodo di reclusione mi è servito Mi è servito per imparare a gestire il mio tempo, stare da sola, riflettere su quello che stava succedendo nel mondo. Ho riflettuto molto sul fatto che noi – i cosiddetti Sapiens- ci crediamo superiori; superiori all’ambiente e quindi non lo preserviamo, superiori agli animali e quindi li sfruttiamo, superiori alle donne e quindi viviamo nel sessimo. Insomma, io in questo libro volevo far riflettere sul fatto che dovremmo imparare a vivere tutti con più rispetto e armonia.”

Quando la cultura salva la democrazia

Chi può salvare questo mondo nel 2119? Che ruolo ha questo giornale Holly?  Sabina Guzzanti ci risponde così:

“La cultura ha un ruolo fondamentale. I giornalisti del mio libro sono anche degli attivisti, non vedono il giornalismo come un “riportare in fatti in modo asettico”. Tess e i suoi colleghi vogliono cambiare qualcosa e decidono di ribellarsi. Il cambiamento che ci salverà  è proprio il cambiamento culturale, perchè la cultura è alla base della democrazia. la democrazia che nasce in Grecia, nasce insieme al teatro, perchè elabora i concetti sotto il punto di vista emotivo. Se non c’è crescita a 360 gradi non può esserci Democrazia. Distruggere la cultura significa distruggere l’evoluzione.”

 

 

 

 

 

Stella Grillo

 

 

 

 

 

 

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