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“Un giorno tutto questo”, un romanzo noir maturo e sorprendente

Il libro di Andrea Lerario è un romanzo noir eccellente, a tratti sorprendente, con il quale l'autore dimostra tutta la sua sensibilità umana

Un giorno tutto questo” di Andrea Lerario è un romanzo noir eccellente, a tratti sorprendente, con il quale l’autore dimostra tutta la sua spiccata sensibilità umana confermando una crescita ed una maturità indiscutibili.

Protagonista è Turi Di Dio, un maresciallo che indaga non soltanto su alcune rapine avvenute in paese. Le sue sono indagini a tutto campo, anche su altre stranezze che si verificano in contemporanea ma – e qui c’è la parte più bella del libro – Di Dio intraprende una sorta di indagine quasi junghiana su se stesso, sui suoi incubi, sui suoi affetti.

Si trova solo, nonostante tutto, perché si è sempre soli quando ci sono fantasmi da sconfiggere. L’aiuto gli giungerà proprio dalle sue travagliate nottate e dall’intuizione offertagli dal delirio onirico.

Il maresciallo saprà coglierla e – finalmente, in poche ore – tutti i tasselli di un mosaico impensabile prenderanno il loro posto. Solo così potrà alleggerirsi e rendersi finalmente libero.

La libertà, che scaturisce sempre da una circostanza di vita difficile, è quanto riuscirà a donare in sorte anche ad altri, del resto. C’è un momento in cui nessuna legge può avere la meglio sulla coscienza umana e sull’amore più incondizionato: nemmeno innanzi alla morte corporale.

Tutto questo e molto di più mentre, leggendolo, anche noi avremmo voglia di bere un caffè, di mangiare qualcosa o di gustare un barricato con un amico fedele. Tutto pur di non fronteggiare quei fantasmi che ci tormentano e ci invischiano in questioni annose e tristi.

Alla fine, Turi Di Dio diventa un uomo che risolve non solo il caso delle rapine. Nemmeno soltanto il paradosso riguardo un povero che, però, viene sepolto con onori, carrozza e cavalli. Di Dio agguanta in extremis la soluzione per fare luce sulla propria esistenza tutta – dall’adolescenza a quel preciso momento – riuscendoci d’un colpo, perché egli non ha mai abbandonato una sua profonda coscienza. Sceglie una giustizia che oltrepassa ogni codice, Di Dio.

Oltre alle sue corse mattutine lungo la battigia, oltre alla sabbia e al vento misti a salsedine, oltre alle sagge parole del vecchio capitano – un po’ paterno, un po’ folle e un po’ sullo stile de “Il vecchio e il mare”, ci sono note che rendono umano, molto umano, ognuno dei personaggi. Questo romanzo è un lavoro colorito, sintatticamente costruito ad hoc, frutto di un autore da leggere assolutamente.

A proposito di note, qui c’è un vinile molto bello ad accompagnare il nostro uomo, un disco che lo manda in loop mentre egli pensa e non riposa: è una sorta di colonna sonora in grado di rendere più intrigante ciò che accade.

“Slow cruel hands of time,
Turning you back into a child”

E, lentamente, la mano crudele e dolce del tempo lo riporta indietro, poiché nulla è mai nato dal caso.

Andrea Lerario si affaccia fermamente al grande pubblico con tutti i crismi del caso.
Personalmente so che è molto abile nella scrittura, eppure posso dire di essermi imbattuta in una ulteriore maturazione, del tutto fuori dal comune.

“Viene sempre il momento in cui bisogna scegliere fra la contemplazione e l’azione. Ciò si chiama diventare un uomo.”

(Albert Camus)

Perché proprio questa frase di Albert Camus? Non vi resta che leggere “Un giorno tutto questo”, il nuovo romanzo di Andrea Lerario – CASTA Editore.

Paola Cingolani

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