Letteratura in radio

RadioLibri, la prima radio dedicata ai libri pensata non solo per i lettori

Abbiamo intervistato Carlo Mancini, ideatore di Radiolibri assieme a Matteo Fago, per conoscere il progetto e quali sono i primi riscontri di pubblico


RadioLibri, la prima radio dedicata ai libri pensata non solo per i lettori

MILANO – Trovare qualcosa di nuovo ed originale, che fosse di utilità generale, in ambito radiofonico, capace non solo di parlare ai lettori forti, ma di arrivare anche coloro che “non sono lettori di primo pelo”. E’ nato così lo scorso 26 ottobre RadioLibri, la prima web radio interamente dedicata alla lettura, con 80 rubriche settimanali che danno voce a tutti i mestieri del libro. Abbiamo intervistato Carlo Mancini, ideatore di Radiolibri assieme a Matteo Fago, per approfondire meglio in cosa consiste il progetto e quali sono i primi riscontri di pubblico.

 

Come nasce il progetto RadioLibri?

Nasce dalla volontà di trovare qualcosa di nuovo ed originale, che fosse di utilità generale, in ambito radiofonico. Mi sono occupato dal 1984 delle prime radio libere fino ad oggi, e negli ultimi anni ho deciso di trovare dei canali alternativi rispetto alla radio generalista e di pubblico dominio. Tutto questo si poteva fare non in FM ma sul web, che permetteva di cercare soluzioni diverse. Tra i progetti che avevo in mente c’era questa idea, insieme a Matteo Fago, editore di Venere.com, con il quale mi sono rapportato per vedere se era possibile realizzare insieme una radio interamente dedicata al mondo dei libri. Abbiamo subito cercato se il dominio “radiolibri” fosse libero, e ci siamo sorpresi come nessuno avesse mai pensato ad una radio che parlasse interamente di libri.

 

Quali sono i focus principali all’interno del vostro palinsesto?

Abbiamo 80 rubriche settimanali, con contenuti sempre diversi legati ad argomenti prestabiliti: esiste la rubrica legata al classico, quella dedicata al libro del giorno, alle favole e libri per ragazzi, ci sono gli “scaffali” dedicati a particolarità come i romanzi young adult, le graphic novel, c’è “editori al centro”, rubrica dedicata ai responsabili delle case editrici, e tante altre rubriche che danno voce a tutti i mestieri del libro. Tutti argomenti che occupano l’intero panorama dell’editoria. Rubriche dalla durata abbastanza breve, dai 5 agli 8 minuti, ripetute nel corso della giornata in 3 ore.

 

Qual è il riscontro da parte del pubblico?

Siamo partiti con l’obiettivo di avere un riscontro sul web di avere 3-5mila persone al giorno nel giro di 6 mesi, e siamo già arrivati in media sui 7500 contatti quotidiani. Questa enorme massa di persone che si è immediatamente affezionata a RadioLibri attraverso i social ci rende orgogliosi. Non ci sono rubriche più amate rispetto ad altre: il gradimento è abbastanza orizzontale, ma attendiamo un riscontro più diretto quando la radio crescerà di notorietà.

 

Quale “plus” permette di avere la radio rispetto agli altri mezzi di comunicazione come tv, internet, carta stampata?

La radio permette di avere un aggiornamento quotidiano di quello che esce sul mercato editoriale. La radio non è solo un mezzo d’informazione, ma anche d’intrattenimento.  La radio è soprattutto “compagnia” e, grazie alle nuove opportunità concesse dalle web radio, è molto più semplice ascoltarci  grazie alle app per cellulari e tablet. Ciò permette di raggiungere non solo l’ascoltatore classico alla “Fahrenheit” o “Radio Tre”, ma anche coloro che non sono lettori di primo pelo, allargando il potenziale bacino d’ascolto.

 

Progetti futuri?

Dopo l’estate, avremo un restyling del sito, che permetterà all’utente che naviga il sito di interagire maggiormente.

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