Insegnamenti letterari

Perché la letteratura ci insegna a vivere una vita piena

Quante volte ci è capitato di pensare che avremmo voluto fare scelte diverse da quelle che alla fine abbiamo fatto? Ecco perché chi legge vive una vita piena
Perché la letteratura ci insegna a vivere una vita piena

MILANO – Quante volte ci è capitato di pensare che avremmo voluto fare scelte diverse da quelle che alla fine abbiamo fatto? Quante volte avremmo preferito partire e invece siamo restati o restare invece che partire? Quante volte le nostri decisioni si sono rivelate sbagliate e non ci hanno portato dove avremmo sperato? Spesso pensiamo che ci servirebbero mille vite per raccogliere l’esperienza necessaria a vivere una vita piena, che le volte che abbiamo sbagliato non sono abbastanza, dovremmo avere più tempo e più possibilità di sbagliare, perché dalla possibilità di sbagliare dipende la possibilità di fare la cosa giusta. E non è che esista a prescindere una costa “giusta” per noi. E forse è proprio questo il problema: anni, lustri e decenni spesso non bastano per capire quello che può fare di noi persone felici e realizzate.

UN LIBRO, UNA VITA – E se la letteratura ci offrisse la possibilità di imparare dagli errori degli altri? Se i romanzi ci permettessero effettivamente di vivere più di una vita? Non è forse questa una delle qualità che scrittori di tutti i tempi hanno attribuito alla letteratura? Umberto Eco una volta scrisse: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro”. I libri sono le possibilità che avremmo voluto, le chance che non vorremmo perdere. Sono la vita che vorremmo vivere ma soprattutto quella che stiamo vivendo. Poi c’è chi ha creduto che sia impossibile vivere una vita piena senza godere della lettura. Uno di questi è Marcel Proust: “Non esistono forse giorni della nostra infanzia che abbiam vissuti tanto pienamente come quelli che abbiam creduto di aver trascorsi senza vivere, in compagnia d’un libro prediletto”. Probabilmente siamo tutti d’accordo con lui ma questo è un altro discorso.

COSA INSEGNANO DAVVERO GLI ERRORI – Il grande problema è che spesso non impariamo dai nostri errori, figurarsi da quelli delle altre persone o dei personaggi. Però, senza ombra di dubbio, la possibilità che abbiamo di fare le scelte che vanno a vantaggio della nostra vita è direttamente proporzionale alla possibilità che abbiamo di sbagliare e commettere errori. Ecco, i libri in qualche modo amplificano all’infinito questa possibilità. E questo proprio perché la strada che porta alla felicità assomiglia, più che a un ordinata via di città, a un tortuoso sentiero di montagna, senza indicazioni e percorsi tracciati. Quindi leggiamo, leggiamo così tanto da dimenticarci chi siamo perché forse solo allora cominceremo a capirlo. Perché la letteratura non soltanto ci insegna a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, a non avere pauraa non arrenderci mai, a diventare padroni del nostro destino, ma anche a vivere una vita piena. Chi legge lo sa.

 

Dario Boemia

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