Perché le canzoni riescono a farci emozionare

Elisabetta Bucciarelli nel libro "Chi ha bisogno di te" narra la storia della giovane Meri con una madre che dispensa alla figlia insegnamenti sulla scorta delle canzoni dei Queen
Perché le canzoni riescono a farci emozionare

MILANO – La musica è un linguaggio e attraverso le canzoni passano molti contenuti, capaci di rievocare certe sensazioni più efficacemente dei nostri sensi. E’ questa l’opinione della scrittrice italiana Elisabetta Bucciarelli, autrice del libro “Chi ha bisogno di te” . Nel libro l’autrice racconta la storia intrigante della giovane Meri con una madre piantatrice di semi e piante ad ogni evento della propria vita, che dispensa alla figlia preziosi insegnamenti sulla scorta delle canzoni dei Queen. un libro che parla di amore e musica, e che fa parte della collana Note d’Autore di Skira.

 

Come nasce la trama del libro “Chi ha bisogno di te”?

Nasce dall’osservazione di cose piccole e fragili, come i semi e gli insetti. Racconta di una donna silenziosa che semina fiori e parole per educare ai sentimenti Meri, una figlia adolescente. Parla di pensiero debole maschile e di padri che non si possono abbandonare anche se molto differenti dagli eroi dei nostri sogni. Nasce dall’idea che i figli crescano soprattutto quando iniziamo a guardarli a distanza. Infine, sboccia dopo aver capito quanto le cose che non ci accadono o a cui rinunciamo, possano lasciare tracce in noi e nel nostro futuro.

 

Quanto c’è della tua esperienza e del tuo vissuto all’interno dell’opera, ed in particolare nella protagonista Meri?

In Chi ha bisogno di te ci sono le mie emozioni, la paura che ho provato, i silenzi che ho frequentato, i sorrisi regalati e quelli ricevuti, la malinconia e la gioia. Tutto il resto è puramente inventato.

 

Nel libro sottolinei come l’amore che diamo non dipenda solo da noi stessi. Ci puoi spiegare meglio questo concetto?

L’amore è uno solo. I modi di amare e le inclinazioni sessuali invece, sono tante. Non amiamo in assoluto ma ci possiamo innamorare relativamente agli incontri che la vita ci propone. Amici, amanti, genitori, fratelli, uomini o donne, verso di loro per come sono fatti, gli uni diversi dagli altri, unici, si declina poi la pratica del nostro amore. Non c’è un dovere e nemmeno dovrebbero esserci delle regole. Pensare che esistano ci imprigiona e ci limita, ma soprattutto ci fa soffrire.

 

Il libro fa parte della collana “Note d’Autore”. In che modo la musica influisce nelle nostre emozioni, in particolare quelle affettive e sentimentali?

La musica è un linguaggio e attraverso le canzoni passano molti contenuti. È un modo fisico e immediato di comunicare, per questo riusciamo a ridere, piangere, ricordarci, arrossire e tornare immediatamente con la memoria all’appuntamento mancato o al momento vissuto. Più dell’olfatto, della vista, del tatto comanda l’udito, così almeno è per me. Con questo libro ho avuto l’opportunità di raccontare ciò penso in questo momento: se vogliamo farci ascoltare dobbiamo imparare a parlare a voce bassa, sussurrare e, possibilmente, agire con grazia.

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