La citazione del giorno

“Per vedere cosa c’è sotto il proprio naso occorre un grande sforzo” di George Orwell

La frase del giorno è tratta da “Tra sdegno e passione” di Enzo Giachino, una raccolta di saggi e lettere di George Orwell
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La citazione con cui vi proponiamo di iniziare la giornata è “Per vedere cosa c’è sotto il proprio naso occorre un grande sforzo” di George Orwell, del quale oggi ricordiamo la scomparsa avvenuta il 21 gennaio 1950.

La colonna sonora di oggi è “Dentro“ di Niccolò Fabi

“Tra sdegno e passione”

Nel 1977 la Rizzoli pubblicò “Tra sdegno e passione”, estratto di una raccolta, divisa in quattro volumi, di saggi sul giornalismo e di lettere private di George Orwell, che era uscita postuma nel 1968: “Collected Essays, Journalism and Letters”. Il libro, a cura di Enzo Giachino, non ha avuto purtroppo in Italia un particolare successo, anche se in Gran Bretagna il titolo originale è uno dei testi di riferimento in scuole di giornalismo e università.

George Orwell

Orwell è di certo uno degli scrittori britannici più importanti di tutti i tempi, non solo per la sua produzione artistica ma per la sua filosofia di vita e per il suo impegno civile e sociale. Nato in una colonia inglese nello stato indiano del Bengala, con il nome di Eric Arthur Blair, da una famiglia di origini scozzesi, si trasferì dopo poco in Inghilterra con la madre e le sorelle, dove frequentò tutte le scuole e l’università, senza mai terminare il percorso di laurea. Considerando che trascorse gran parte del tempo in povertà e che fu perseguitato da continue malattie, è un miracolo che Orwell sia riuscito in soli quarantasei anni a dare alle stampe dieci libri e due raccolte di saggi. Nel libro “Tra sdegno e passione” viene fuori una figura eclettica e passionale, un reporter di grande sagacia e un attivista politico provocatorio e tenace, una personalità radicale così come i suoi romanzi.

 

La verità è un gesto rivoluzionario

La frase di oggi “Per vedere cosa c’è sotto il proprio naso occorre un grande sforzo” racconta della difficoltà che ognuno di noi ha nell’affrontare la verità. Molto spesso ci capita di sentire la necessità di tutelarci, di spostare il nostro sguardo verso una prospettiva meno sconvolgente e dolorosa della realtà che ci circonda e del nostro modo limitato di viverla. In un mondo guidato dai social network, in cui l’autorappresentazione è il corollario per la notorietà, ciò che siamo disposti a condividere risulta sempre un tentativo di manipolazione, una sorta di promozione personale in cui i difetti e i vizi non sono contemplati, o se lo sono prendono la forma dell’esaltazione della propria indole trasgressiva. Eppure l’unico modo che abbiamo per capire chi siamo e accettare fino in fondo la nostra identità non può che passare attraverso un’analisi introspettiva volta a stanare ciò che di peggio offriamo ogni giorno al mondo. Ed ecco che la verità diventa un gesto rivoluzionario, un atto di autosabotaggio che cambia forma e diventa manifestazione di coraggio e lealtà.

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