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Licia Granello, ”Cultura, arte e cucina dovrebbero essere il nostro biglietto da visita nel mondo”

La ricetta per uscire dalla crisi? Valorizzare di più l’arte la cultura e la cucina italiana e combattere il nostro egoismo e la nostra pigrizia. Parola di Licia Granello, la giornalista di La Repubblica protagonista ieri sera di Libritudine, il festival letterario che si sta tenendo in questi giorni a Lissone...

La giornalista di La Repubblica, protagonista a Libritudine durante la giornata dedicata all’universo femminile, ha presentato il suo libro dedicato alle donne 

 

MILANO – La ricetta per uscire dalla crisi? Valorizzare di più l’arte la cultura e la cucina italiana e combattere il nostro egoismo e la nostra pigrizia. Parola di Licia Granello, la giornalista di La Repubblica protagonista ieri sera di Libritudine, il festival letterario che si sta tenendo in questi giorni a Lissone. Nel corso della giornata, incentrata sul tema “Storie al femminile”, l’autorevole giornalista ha parlato del suo libro “Il gusto delle donne” in cui racconta venti storie di donne unite dalla passione per la tavola, per il piacere del cibo e del vino di qualità. Poche ore prima di salire sul palco, l’abbiamo contattata per parlare del suo libro e di temi legati all’attualità.

 

Come vede la fase storica attuale?
Strettamente connessa, e mai come ora, allo specifico economico e sociale. Attraversiamo una fase delicata, faticosa, incerta. Dicono che gli italiani abbiano bisogno di toccare il fondo per risalire. Se è così, allora la storia non ci ha insegnato nulla, e questo non è certo un merito.

 

Come l’Italia può uscire dalla crisi?
Dovremmo farci carico dei nostri difetti – pressapochismo, egoismo, pigrizia – e magnificare i nostri pregi: creatività, intuito, capacità di andare oltre. Il mondo viene a visitarci per il Colosseo e la pasta al pomodoro, ovvero: cultura e cucina, l’arte del bien vivre, dovrebbero essere il nostro biglietto da visita. E invece Pompei cade a pezzi, i musei non hanno nemmeno i soldi per pagare le bollette, i cuochi d’alta gamma vengono presi per ladri (a volte anche avvelenatori!) e la divulgazione alimentare passa da quello che vediamo in tv, tra frittate insaporite con i dadi e parolacce per fare audience…

 

Come promuovere la lettura in Italia?
Ricominciando a parlare di libri in maniera colloquiale e diretta, smettendola di pensare che la cultura cosiddetta alta sia un lusso per pochi eletti, mentre il "volgo" si deve accontentare di libri di barzellette o manuali idioti.

 

Qual è il segreto per scrivere un best seller?
Lo sapessi, prenderei seriamente in esame l’ipotesi di scriverne uno!

 

Ci parli del suo ultimo libro. Perché secondo lei “nutrire” è un atto esclusivamente femminile?
Lo dice il vocabolario! non esiste il maschile di nutrice, né quello di balia. nutrire e accudire sono geneticamente femminili dall’inizio dell’umanità, ma quando la quotidianità va in passerella, ecco la declinazione viene virata al maschile. Gli chef vanno in televisione e si atteggiano a star, mentre le cuoche restano in cucina, fanno quadrare i conti, si occupano della casa: è l’eterno femminino, la vocazione al ‘multitasking’. Poco tempo per promuoversi, con tutto quello che c’è da fare…. Le donne del mio libro sono vignaiole, produttrici, ristoratrici, fornaie, gente che con il proprio lavoro, la propria passione ha portato in alto il made in Italy alimentare, senza mai abdicare alla loro identità di genere, cuori di panna e cervelli d’acciaio!

 

23 giugno 2012

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