La polemica sui libri nelle carceri

Libri in carcere, in Italia per i detenuti leggere non è un diritto

Se per alcuni leggere è un piacere, per altri leggere è un ''privilegio'' che bisogna conquistare piano piano. I libri con le copertine rigide sono vietati, quelli regalati da amici e parenti anche, e non se ne possono avere più di due...

I libri non sono un diritto. Almeno nelle carceri. In Italia, l’ultima polemica nasce sul fatto che i detenuti non possono avere più di due libri in cella e Marcello Dell’Utri minaccia lo sciopero della fame

MILANO – Se per alcuni leggere è un piacere, per altri leggere è un ”privilegio” che bisogna conquistare piano piano. I libri con le copertine rigide sono vietati, quelli regalati da amici e parenti anche, e non se ne possono avere più di due. Succede nelle carceri dove il tema delle letture sta ancora arricchendo la cronaca di proteste e polemiche. Tempo fa, vi avevamo raccontato della difficile situazione nella carceri della Gran Bretagna e oggi, si torna a parlare del nostro Paese con la minaccia, da parte di Marcello Dell’Utri, detenuto a Parma, di attuare uno sciopero della fame per protestare contro il regolamento che gli impedisce di avere più di due libri per volta. Divieto ora caduto.

LA PROTESTA ITALIANA – “Per me i libri sono come l’acqua”, ha detto Marcello Dell’Utri, l’ex senatore azzurro, condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa e ora detenuto a Parma. La cronaca lo rende protagonista in questi giorni, per la sua minaccia di iniziare lo sciopero della fame. Motivo? Non gli danno abbastanza libri. Vero oppure no? Le opinioni si dividono, forse è solo un’esagerazione. Ma la questione reale c’è: per i carcerati è impossibile ottenere più di due libri per volta, per motivi di sicurezza. La lettura, quindi, non è più un diritto ma una concessione limitata.

I LIBRI PIU’ RICHIESTI – Su “La Repubblica”, il giornalista Adriano Sofri ha pubblicato una mini inchiesta sulla questione dei libri nelle carceri. Secondo le ricerche effettuate, emerge che “I detenuti chiedono soprattutto libri sulle questioni ultime: religione e filosofia. Cercano soprattutto storie d’amore, su cui vagare, e imparare a scrivere lettere d’amore’.

I NUMERI – Ad oggi, secondo un monitoraggio del 2012 effettuato dal Ministero della Giustizia, il numero di detenuti è di 59.092 (la capienza degli istituti è invece di 49.461). Ma solo 1 detenuto su 3 legge i libri dietro le sbarre, e la media dei libri letti è di uno al mese. Eppure, i volumi a disposizione di ogni biblioteca carceraria è di 4-5 mila.

3 luglio 2014

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