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Il libro

“L’acqua e il setaccio”: una piccola storia che ci insegna l’importanza della lettura

"L'acqua e il setaccio" è un breve racconto, contenuto nella raccolta “Le storie di Maui: 111 gradini verso la felicità”, che indaga l'atto e il valore della lettura.

Il libro che vi consigliamo oggi è un’interessante raccolta di racconti tratti dalla cultura polinesiana, “Le storie di Maui: 111 gradini verso la felicità“. Quest’opera contiene il racconto “L’acqua e il setaccio”, che ci illumina circa l’importanza della lettura. Scopriamo subito di più.

Un accenno alla trama 

 “Le storie di Maui: 111 gradini verso la felicità” è una raccolta di racconti che affonda le sue radici nella cultura polinesiana con uno sguardo alla tradizione universale. Si tratta di uno scrigno prezioso che contiene 111 perle di saggezza per accompagnare i lettori in una sorta di cammino spirituale volto al raggiungimento della serenità. Fra queste è incluso anche il racconto che vi presenteremo a breve, “L’acqua e il setaccio”.

Protagonista della raccolta è il semidio Maui, uno degli eroi mitologici più famosi delle Hawaii, sempre pronto a gettarsi in spericolate avventure e nuove esperienze, da cui trarne, con umorismo e astuzia, importanti insegnamenti. Maui significa mancino e i maori lo definiscono «Maui Kai Tangata», cioè Maui, l’uomo mangiatore delle difficoltà. Ma, al contempo, Maui è un uomo divenuto semidio che serba in sé tutte le qualità, pregi e difetti di tutta l’umanità.

Per questo, rappresenta il compagno di viaggio ideale che, nel corso delle storie, saprà indicare ai lettori sentieri inediti per esplorare tematiche esistenziali quali l’amicizia, l’amore, l’armonia, la vita e la morte. Ma andiamo a leggere le parole degli autori dell’opera e scopriamo insieme il contenuto del racconto “L’acqua e il setaccio”. 

La parola agli autori

La raccolta si apre con un appello all’autenticità: gli autori invitano ciascun lettore a sperimentare quanto letto, a cercare la propria verità per riscoprirsi finalmente liberi di essere se stessi.

“Non è necessario che tu cambi niente di te stesso, non devi diventare qualcuno di diverso da quello che sei, soprattutto non è necessario che tu impari nulla di più di quello che sai già. Devi soltanto imparare ad Amarti a tal punto da essere finalmente Te Stesso con tutto Te Stesso! Farai venire a galla tutto ciò che già sai nella misura in cui ti sarà più utile. 

Per questo ti consigliamo di conservare solo il meglio di ciò che leggerai qui, di buttare tutto quello che non ti è affine e di non credere a noi senza verificare personalmente ciò che ti diciamo. Tutto è sperimentabile, perciò: sperimenta! Solo così troverai la tua Verità ed essa ti renderà sempre più libero!”

L’acqua e il setaccio

La raccolta propone un breve ma interessante brano, dal titolo “L’acqua e il setaccio”, appartenente all’antica cultura popolare, che si interroga sullo scopo della lettura.  Inaspettatamente, la risposta al complesso quesito che il giovane allievo pone al suo Maestro arriva da una scena di vita quotidiana, che vede protagonisti, appunto, l’acqua e il setaccio. Ecco alcuni stralci tratti dal brano.

Ho letto moltissimi libri, ma ho dimenticato la maggior parte di essi. Ma allora qual è lo scopo della lettura?” domandò un allievo al suo Maestro. Il Maestro non gli rispose e gli disse di avere sete e chiese al ragazzo di prendergli dell’acqua usando un vecchio setaccio tutto sporco che era lì in terra.

L’allievo trasalì, poiché sapeva che era una richiesta senza alcuna logica. Tuttavia, non poteva contraddire il proprio Maestro e prese il setaccio. Ogni volta che immergeva il setaccio nel fiume non riusciva a fare nemmeno un passo verso il Maestro che non ne rimaneva neanche una goccia. Provò e riprovò decine di volte ma per quanto cercasse di correre più veloce l’acqua continuava a passare in mezzo a tutti i fori del setaccio e si perdeva lungo il tragitto.

Stremato, si sedette accanto al Maestro e disse: “Non riesco a prendere l’acqua con quel setaccio. Perdonatemi Maestro, è impossibile e io ho fallito nel mio compito.” “No”, rispose il vecchio sorridendo, “tu non hai fallito. Guarda il setaccio, adesso è come nuovo. L’acqua, filtrando dai suoi buchi, lo ha ripulito.

Attraverso la metafora del setaccio e del flusso d’acqua che lo ripulisce, il Maestro de “L’acqua e il setaccio” propone un’inedita visione della lettura, evidenziando il valore trasformativo dei libri. Pagina dopo pagina, racconto dopo racconto, le parole ci plasmano, ci donano una forma mentis diversa, ci offrono un paio d’occhiali nuovi con cui guardare il mondo.

Quando leggi dei libri”, continuò il vecchio Maestro, “tu sei come il setaccio ed essi sono come l’acqua del fiume. Non importa se non riesci a trattenere nella tua memoria tutta l’acqua che essi fanno scorrere in te, poiché i libri comunque, con le loro idee, le emozioni, i sentimenti, la conoscenza, la verità che vi troverai tra le pagine, puliranno la tua mente e il tuo spirito, e ti renderanno una persona migliore e rinnovata. Questo è lo scopo della lettura’.

Annamaria Nuzzo

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