Lettura in silenzio

La fine della lettura silenziosa come cambiamento culturale

Nell’immaginario comune la lettura è vista come un introverso passatempo. Tra gli studiosi vi è un dibattito su quando la società europea abbia subito questo cambiamento nella lettura e lo storico Robert Darnton ci aiuta a fare un po’ più di chiarezza
La fine della lettura silenziosa come cambiamento culturale

MILANO – Nell’immaginario comune la lettura è vista come un introverso passatempo. Una pratica solitaria per persone  a cui piace la tranquillità. Per secoli gli europei che sapevano leggere, lo facevano ad alta voce. Cosi facevano i monaci e gli antichi greci. Ma nel XVII secolo la lettura della società in Europa cambiò drasticamente. Le tecnologie testuali e l’ascesa della scrittura vernacolare, hanno contribuito a inaugurare la pratica che oggi teniamo in grande considerazione, ovvero leggere le parole senza dirle ad alta voce, lasciando che queste plasmino l’immaginario nella nostra testa. Tra gli studiosi vi è un dibattito sorprendentemente acceso su quando la società europea abbia subito questo cambiamento nella lettura e lo storico Robert Darnton ci aiuta a fare un po’ più di  chiarezza.

La lettura in silenzio

In Europa per la gente comune, leggere era considerata un’attività sociale che ha avuto luogo in laboratori, fienili e taverne e per questo era quasi sempre orale. Leggere in privato, dunque, era diventata più che altro un’abitudine per persone benestanti e istruite che potevano permettersi libri e vagabondaggi. Ciò, dunque, è avvenuto con la diffusione dell’alfabetizzazione e dei diversi tipi di materiale di lettura. Come sostiene Darnton, i documenti risalenti fino al 1750 mostravano che le persone che potevano leggere avevano solo pochi libri: forse la Bibbia, un almanacco e alcuni devozionali, che leggevano e rileggevano. Ma nel 1800, scrive, la gente leggeva più voracemente giornali e periodici. “Psicologicamente, la lettura silenziosa incoraggiava il lettore perché metteva la fonte della sua curiosità completamente sotto il controllo personale”, scrive il bibliotecario Paul Saenger nel suo libro del 1997. La lettura, così, aiutava a facilitare il rigore intellettuale, l’introspezione, la critica del governo e della religione, persino l’ironia e il cinismo che sarebbe stato difficile leggere ad voce alta

Le opinioni scettiche

Questa strana nuova tendenza di leggere soli con se stessi, aveva naturalmente opinioni non positive. Gli scettici pensavano che la lettura silenziosa attirasse i “sognatori del giorno”  e permettesse alle persone di imparare e riflettere senza una guida religiosa. La lettura silenziosa del tardo XIX secolo era così popolare che la gente si preoccupava che le donne, in particolare, leggendo da sole a letto, fossero inclini a pensieri audaci e pericolosi. Sul perchè la gente abbia iniziato a praticare questa nuova forma di lettura, girano pareri discordanti tra gli storici.
M. B. Parkes, nel suo libro “Pause and Effect: Punteggiatura in Occidente”,  sostiene che le modifiche visive apportate ai testi, come la punteggiatura e gli spazi delle parole, hanno cambiato il modo in cui leggiamo. Questa teoria era basata sull’idea che gli scribi, le persone che scrivevano, non sapevano chi sarebbero stati i loro lettori e quindi dovevano trovare un modo standardizzato di dettare delle regole sulla lettura. In altre importanti culture, come ad esempio quella cinese, le frasi non hanno spazi tra le parole e la lettura dipende fortemente dalla prosodia, ragion per cui la lettura silenziosa potrebbe essersi sviluppata in modo diverso. Ad ogni modo è possibile che il desiderio di privacy degli umani e la voglia di ritagliarsi del tempo per stare soli con un libro, fosse sempre lì. Avevamo solo bisogno di un piccolo aiuto per arrivare a capirlo.

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