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La favola di A. – di Sofia Schito

Il vecchio Abir faceva il lustrascarpe, un mestiere che a Cracovia erano ormai rimasti in pochi a fare in quegli anni
La favola di A. – di Sofia Schito

Il vecchio Abir faceva il lustrascarpe, un mestiere che a Cracovia erano ormai rimasti in pochi a fare in quegli anni. La sua bottega si trovava nei pressi del castello di Wawel, proprio sotto la grande statua in bronzo del drago. Non era una vera e propria bottega considerato che era all’aperto: una sedia di legno, un cuscino con una stampa a fiori, un vecchio sgabello e una cassetta piena di spazzole e lucidi. C’era anche una valigia, ma che non facesse parte dell’arredo era opinione diffusa. Era una vecchia valigia di cartone con tante fotografie di posti lontani incollate sopra. Perché il vecchio Abir aveva viaggiato tanto prima di arrivare a Cracovia, lo sapevano tutti. Quello che non si sapeva era che fine avesse fatto la sua famiglia. Lui, il vecchio Abir, non ne parlava volentieri.

 

 

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