L'opinione del sociologo

“Inclusione sociale e Integrazione”, come combattere il terrore secondo Zygmunt Bauman

Per il celebre sociologo polacco Zygmunt Bauman solo la società nel suo insieme può sconfiggere il terrorismo
Zygmunt Bauman

MILANO – Il sociologo Zygmunt Bauman si è chiesto come combattere il terrorismo, ma soprattutto la paura. Il coraggio di vivere passa per le scelte dei cittadini e secondo Bauman è l’integrazione e l’inclusione sociale che è fondamentale per osteggiare l’Isis. Ma analizziamo nel dettaglio quali sono, secondo lui, le migliori soluzioni per cercare di sopravvivere a tutto ciò che sta accadendo.

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NON SOVRAPPORRE IL TERRORISMO ALL’IMMIGRAZIONE – Alla luce dei frequenti attentati che hanno colpito l’Europa in questi mesi, il dibattito è sempre più sul rapporto tra terrorismo e immigrazione, in cui i profughi si trasformano in poco tempo da vittime a colpevoli. Tutto ciò fomenta l’odio tra le persone e ciò porta gli Stati a chiudere le frontiere. Il sociologo Bauman ha cercato di risolvere questo puzzle complicato e difficilmente componibile.

“Identificare il problema dell’immigrazione con quello della sicurezza nazionale e personale, subordinando il primo al secondo e infine fondendoli nella prassi come nel linguaggio, significa aiutare i terroristi a raggiungere i loro obiettivi. Prima di tutto, secondo la logica della profezia che si auto-avvera, infiammare sentimenti anti-islamici in Europa, facendo sì che siano gli stessi europei a convincere i giovani musulmani dell’esistenza di una distanza insormontabile tra loro.”

Purtroppo, sono i media e l’opinione pubblica che contribuiscono alla diffusione di credenze sbagliate:

“In Francia, per esempio, malgrado non siano più di un migliaio i giovani musulmani sospettati di legami con il terrorismo, per l’opinione pubblica tutti i musulmani, e in particolare i giovani, sono “complici”, colpevoli ancor prima che il crimine sia stato commesso. Così una comunità diventa la comoda valvola di sfogo per il risentimento della società, a prescindere dai valori dei singoli, da quanto impegno e onestà questi mettano in gioco per diventare cittadini.”

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L’INTEGRAZIONE E’ FONDAMENTALE – In molti si chiedono come combattere il terrorismo e come affrontare la paura che alberga in un piccolo angolo del nostro cuore nella vita di tutti i giorni. Bauman cerca di spiegarcelo.

“Dal punto di vista dei terroristi, quanto peggiori sono le condizioni dei giovani musulmani nelle nostre società, tanto più forti sono le possibilità di reclutamento. A questo si aggiunge la stigmatizzazione di interi gruppi in base a caratteristiche ritenute non sradicabili che li rendono diversi da “noi, i normali. I governi non hanno interesse a placare le paure dei cittadini, piuttosto alimentano l’ansia che deriva dall’incertezza del futuro spostando la fonte d’angoscia dai problemi che non sanno risolvere a quelli con soluzioni più “mediatiche”. Nel primo genere rientrano elementi cruciali della condizione umana come lavoro dignitoso e stabilità della posizione sociale. Nel secondo, la lotta al terrore. Le prime armi dell’Occidente nella lotta contro il terrorismo sono inclusione sociale e integrazione.

Via: Corriere della sera

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