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Il libro

“Il cacciatore di aquiloni”, un libro sull’amicizia più forte della guerra

“Il cacciatore di aquiloni” è un libro di Khaled Hosseini pubblicato nel 2003 ed è un’importante storia per raccontare l’amicizia

Il cacciatore di aquiloni” è un libro di Khaled Hosseini pubblicato nel 2004 ed è un’importante storia per raccontare l’amicizia di due bambini molto diversi fra loro e la tragica della guerra in Afghanistan che fa da sfondo. In questo articolo vi spieghiamo perché è un libro così importante. Nel 2007 dal libro è anche stato tratto un film.

“Il cacciatore di aquiloni” trama

Amir era un bambino afghano che viveva a Kabul con il padre Baba ricevendo continue visite di Rahim Khan, miglior amico del padre divenuto ormai uno di famiglia. Ali, viveva nel capanno vicino, era il servo hazara che aveva un figlio di nome Hassan con cui Amir era cresciuto diventando amici e ignorando per quanto possibile il fatto che uno era padrone e l’altro servo. Hassan però aveva comunque un atteggiamento servile nei confronti di Amir che era pur sempre il suo padrone ma anche il suo migliore amico. Tutto cambiò quando Amir e Hassan parteciparono all’annuale gara di aquiloni. Amir partecipò soprattutto per rendere fiero di lui Baba e vi riuscì vincendo.

Il finale

La parte finale de “Il cacciatore di aquiloni” ha un doppio significato: da un lato Amir riscopre la voglia di tornare a essere felice mentre gioca con gli aquiloni con Sohrab, dall’altro proprio Sohrab comincia a superare gli orrori che ha vissuto. La spensieratezza di Amir nel ritrovare quel lato di bambino in se stesso giocando con l’aquilone e correndo sereno come faceva a Kabul; dall’altro la disperazione, la malinconia e la tristezza di Sohrab che è rimasto traumatizzato dal suo passato ma che alla fine riesce comunque a sollevare un piccolo sorriso che riempie il cuore di gioia ad Amir.

La forza di un libro

“Il cacciatore di aquiloni” è un piccolo capolavoro: commovente, denso di significati profondi in molteplici campi da quello personale a quello etnico-culturale, riassume mirabilmente la condizione di un Paese e, mentre è insieme romanzo di formazione e romanzo di denuncia, che riesce ad entrare nel cuore del lettore. La forza di denuncia di questo libro è efficace, tanto più se si considera la prima persona in cui è scritto. Un romanzo che esordisce con una grande smentita perché, sostiene l’autore per bocca di Amir, non è vero “che si può seppellire il passato” e un’altra frase ci introduce nel clima, una frase che RahimKhan ha detto prima di riattaccare, “quasi un ripensamento. Esiste un modo per tornare ad essere buoni”.

 

Khaled Hosseini

Figlio di un diplomatico e di un’insegnante, è nato nel 1965 a Kabul e in seguito si è trasferito con la famiglia negli Stati Uniti, dove ha studiato medicina, esercitando per qualche anno la professione di medico. Ora è uno degli scrittori più letti e amati dell’ultimo decennio, autore di tre romanzi bestseller, Il cacciatore di aquiloni, Mille splendidi soli e E l’eco rispose, che hanno venduto 4 milioni di copie in Italia e 38 milioni in tutto il mondo. Hosseini è anche inviato dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e ha dato vita alla Khaled Hosseini Foundation. Vive con la moglie e i due figli a San José, in California.

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