I 10 consigli di scrittura di Stephen King

Tutto quel che occorre sapere per avere successo come scrittore secondo un autore che qualche libro in carriera è riuscito a venderlo: Stephen King

MILANO – Oggi facciamo un salto indietro nel tempo per riproporvi un articolo scritto dal Re del Brivido Stephen King, uno degli autori più prolifici – e di maggior successo! – nel mondo. Il sito aerogrammestudio.com ha pubblicato una vecchia lista di suggerimenti – risalente agli anni ’80 – in cui Stephen King spiega brevemente tutto quel che occorre sapere per avere successo come scrittore. Ve la proponiamo:

1. Serve talento

La prima cosa che occorre per essere uno scrittore di successo, sembrerà banale, ma è il talento. Ma questo “talento” occorre che sia definito. Se uno scrittore riesce a scrivere, riesce a pubblicare quello che scrive, riesce a farsi pagare un assegno per quello che ha scritto e con questo assegno riesce a pagare le bollette, ecco, allora è uno scrittore di talento. Io non entro nel merito dei giudizi personali, li ho e li tengo per me. Per essere uno scrittore di successo devi farti pubblicare, e se ce la fai allora significa che hai il talento necessario. Forse è la tua capacità di venderti, forse il tuo essere comunicativo, forse sono questioni che non hanno nulla a che vedere con la letteratura, ma tant’è. Se non vieni pubblicato non hai talento e se non hai talento è meglio dedicarsi ad altro. Bisogna anche capire quando è il caso di mollare. Dopo un rifiuto? Dopo dieci? Dopo cento? Forse? Dopo mille? Ecco, forse dopo mille è il caso di tentare altre strade. La scrittura potrebbe non fare per te.

2. Presentati bene

Carta bianca, bella, pulita. Carattere ordinato. Spaziatura che renda la pagina ariosa e ben leggibbile. Sei il tuo manoscritto è troppo “pasticciato”, riscrivilo.

3. Sii autocritico

Se il tuo manoscritto non è troppo “pasticciato”, significa che non ti sei impegnato abbastanza. Solo Dio fa le cose perfette al primo tentativo. Non essere pigro.

4. Elimina il superfluo

Vuoi salire su un piedistallo e predicare? Ottimo, prenditi un piedistallo e vai al parco. Vuoi scrivere in cambio di soldi? Vai dritto al punto. E se rimuovendo tutta la robaccia in eccesso scopri di non riuscire più a trovare il punto, cancella quanto scritto e riparti da zero. O prova a scrivere qualcos’altro.

5. Durante la prima stesura non consultare mai il dizionario

Vuoi scrivere una storia? Perfetto. Metti da parte vocabolario, enciclopedia, dizionari dei sinonimi e dei contrari. Meglio ancora, gettali nell’immondizia. Se vuoi scrivere, scrivi. Perché sprecare tempo interrompendo il processo creativo, perdendo il filo dei tuoi pensieri, distraendoti? Per controllare se quella parola è scritta giusta? Puoi farlo dopo, rimanda. Hai assoluto bisogno di sapere la capitale del Brasile e non te la ricordi? Scrivi Miami. Scrivi Cleveland. Più tardi rimedierai. Ma se devi scrivere, scrivi e non fare null’altro. Fermati solo per andare in bagno. E solo se la situazione si fa davvero critica.

6.  Conosci il mercato

Solo uno scemo invierebbe un racconto su un gigantesco pipistrello succhiasangue che terrorizza una scuola a un giornale per bambini. Solo uno scemo invierebbe la tenera storia di una madre e della figlia con il quale cerca di recuperare il rapporto alla vigilia di Natale… alla rivista Playboy. Eppure la gente lo fa di continuo. Non sto esagerando, ho visto moltissime storie nelle pile di cartaccia da buttare nelle redazioni di molti magazine. Se scrivi una buona storia, perché inviarla a una rivista che non c’entra niente? Lasceresti uscire tuo figlio in una tempesta di neve indossando solo dei calzoncini corti?

7. Scrivi per intrattenere

Questo significa che non puoi scrivere una storia su tematiche serie e importanti? Niente affatto. Qualche critico ha convinto il pubblico di scrittori e lettori che la narrativa di intrattenimento e l’impegno non possano coesistere. Charles Dickens, Jane Austen e John Steinbeck (così, solo per dirne tre) si meraviglierebbero molto di ciò. Ma l’impegno deve comunque essere al servizio della tua storia. Ripeto: se vuoi predicare, trovati un piedistallo.

8. “Mi sto divertendo?” Chieditelo sempre

Non c’è bisogna che la risposta sia sempre sì.  Ma se è sempre no, è il caso di buttarsi su una nuova carriera.

9. Come valutare le critiche

Mostra i tuoi scritti a un certo numero di persone: facciamo 10. Ascolta attentamente cosa ti dicono. Sorridi e annuisci spesso. Torna a casa e analizza le loro valutazioni. Se tutti e dieci i tuoi lettori ti hanno segnalato lo stesso difetto – uno sviluppo della trama che non funziona, un personaggio che suona finto, uno stile narrativo troppo artefatto… -, intervieni e modificalo. Non importa se non sei d’accordo: se dieci su dieci ti dicono che per loro è così, allora è così. Se sette o otto su dieci segnalano lo stesso difetto, io suggerisco di intervenire lo stesso. Ma se ognuno di loro muove una critica diversa, puoi tranquillamente fregartene.

10. Un agente? Per ora dimenticatene

Un agente letterario incassa il 10% circa di quanto guadagnato dai loro cliente. Quant’è il 10% di niente? Niente. Pubblicizza le tue opere da solo. Se hai scritto un romanzo, spedisci lettere di presentazione o ogni editore che conosci, allegando alcuni capitoli o il manoscritto completo. E ricorda la Prima Regola di Stephen King su Scrittori e Agenti, imparata per triste esperienza personale: agenti, non ne hai bisogno almeno fino a quando non diventi così bravo che qualcuno decide di rubarti qualcosa. E a quel punto sei già abbastanza bravo da sceglierti un  buon agente.

11. Infine, regola aurea della narrativa: se è malvagio, uccidilo.

Quando si tratta di persone, l’eutanasia è contro la legge. Quando si tratta di narrativa, l’eutanasia è la legge.

12. Altri consigli

Recentemente Stephen King ha proposto ulteriori consigli per aspiranti scrittori. A questo link potete trovare i nuovi consigli di scrittura postati dal’autore di Shining su Twitter.

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