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l'appello

Khaled Hosseini, “Tutelate le donne e le ragazze afghane”

Di fronte a "scene che spezzano il cuore" provenienti dal Paese di nascita, lo scrittore Khaled Hosseini ha chiesto alla comunità internazionale di tutelare soprattutto oppositori e donne afghane

Tutelare le donne e le ragazze dell’Afghanistan. E’ questo il nuovo appello lanciato dallo scrittore afghano Khaled Hosseini e rivolto alla comunità internazionale. Intervistato dalla Cbs, l’autore de “Il cacciatore di Aquiloni” è preoccupato “per il popolo dell’Afghanistan e soprattutto per le donne e i bambini che hanno sofferto di più l’ultima volta che i Talebani sono stati al potere”.

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Il video di una ragazza afgana che manifesta su Twitter la sua angoscia per il trattamento riservato dal mondo al suo Paese è diventato virale

Progresso minacciato

Dal 2006 ambasciatore di buona volontà dell’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, secondo Hosseini  “grandi progressi erano stati fatti negli ultimi vent’anni per le donne in Afghanistan: le donne erano tornate a lavorare e avevano occupato un quarto dei seggi del parlamento, erano in televisione, nel sistema sanitario, nell’istruzione, nella polizia”. Ora però “tutto questo è minacciato. Nessuno sa cosa riserva il futuro per l’Aghanistan”.

"Nel mare ci sono i coccodrilli", storia di un rifugiato politico afghano in Italia

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“Nel mare ci sono i coccodrilli”, il terzo libro di Fabio Geda uscito nel 2010, racconta la storia di Enaiatollah Akbari, rifugiato politico nato in Afghanistan.

L’appello di Hosseini

Lo scrittore di “Mille splendidi soli” ha sollecitato Washington e i suoi alleati a “esercitare la legittima e appropriata pressione sui Talebani perché non violino i diritti essenziali dei cittadini afghani e specialmente delle donne e delle ragazze”. Proprio il romanzo sopracitato uscito nel 2008 ritrae gli ostacoli e i pericoli delle due protagoniste femminili “quando i Talebani prendono il potere” e “la vita diventa una disperata battaglia contro la fame, la brutalità e la paura”.

“Il cacciatore di aquiloni”, un libro sull'amicizia più forte della guerra

“Il cacciatore di aquiloni”, un libro sull’amicizia più forte della guerra

“Il cacciatore di aquiloni” è un libro di Khaled Hosseini pubblicato nel 2003 ed è un’importante storia per raccontare l’amicizia

Le vere intenzioni dei talebani

In un’altra intervista rilasciata al Corriere, Hosseini ribadisce la sua preoccupazione per tutti coloro che in questi anni in Afghanistan si sono battuti per i diritti umani, in particolare “per le donne coraggiose, resilienti e resistenti che sono entrate in politica, che sono diventate capi di polizia, governatrici provinciali, sindaci, che hanno promosso la causa delle altre donne. E ancora, per le ragazze coraggiose che sono andate a scuola nonostante le minacce.” E i talebani?  “In questo momento, il mondo intero li sta guardando, ogni telecamera puntata su di loro. Ma cosa succederà quando l’opinione pubblica inevitabilmente rivolgerà il proprio sguardo altrove e l’Afghanistan non occuperà più le prime pagine? È allora che conosceremo davvero le loro intenzioni.”

Afghanistan, Khaled Hosseini: "Il popolo afghano non lo merita"

Afghanistan, Khaled Hosseini: “Il popolo afghano non lo merita”

Lo scrittore nato a Kabul ha commentato gli ultimi tristi sviluppi legati alla conquista talebana dell’Afghanistan, sua terra d’origine.

Cosa può fare, quindi, la società civile davanti a tutto ciò? “Leggere libri di storia. Molte persone si sono affidate ai miei romanzi per avere un’idea di cosa sia l’Afghanistan, e tutto ciò mi onora e mi riempie di gioia. Ma la narrativa non basta per comprendere il mondo.”

 

 
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