La peste nuova

Fulvio Abbate, “Uno scrittore durante la pandemia può sentirsi inadeguato”

Fulvio Abbate ne "La peste nuova" riscrive integralmente "La peste bis" uscito vent’anni fa in cui parodiava la “Peste” di Camus
Fulvio Abbate, "Uno scrittore durante la pandemia può sentirsi inadeguato"

Durante i momenti delicati della storia, come quello attuale dovuto al Coronavirus, qual è il ruolo di scrittori e intellettuali? Se lo chiede Fulvio Abbate, autore del libro “La peste nuova“.  Fulvio Abbate nel suo romanzo, attualmente disponibile in ebook, riscrive integralmente “La peste bis” un suo romanzo di vent’anni fa in cui parodiava la “Peste” di Camus.

Il libro riscrive la trama de “La peste bis”, parodia de “La peste” di Camus. Quanto è stato profetico quel libro rispetto ad oggi?

Non è affatto profetico. La storia del genere umano conosce periodicamente epidemie e pestilenze, ciò su cui si riflette nel libro è il tema dell’inadeguatezza di un intellettuale, uno scrittore, un artista quando sembra che al mondo servano soltanto infermieri e portantini di camera mortuaria.

Cosa rappresentano le due ragazze che si rivolgono a Guido Battaglia?

Il desiderio, l’eros, meglio, il sesso come premio, come luogo cui pervenire, essere accolti, la sospensione del tempo e della storia, dunque l’ingresso nell’emozione, il principio del piacere contrapposto al principio di realtà con i suoi presunti doveri, almeno secondo un’idea catto-comunista. Guido Battaglia, il protagonista del libro, non vuole salvare il mondo, ma più semplicemente conquistare la propria gioia, è ateo e laico, al punto di provare compassione anche per i limiti del papa Salvatore II.

Qual è il ruolo degli intellettuali, e in particolare di uno scrittore, in periodi storici delicati come quello attuale?

Dare un nome alle cose, possibilmente senza retorica, senza birignao, senza protervia, cioè da persona che partecipa all’esistente.

Di fronte alla peste cadono tutte le certezze dei tempi moderni, compresa globalizzazione e sistema capitalistico. Da quali certezze occorre ripartire?

Al momento, l’unica cosa sicura è l’incertezza. Ma non siamo in guerra.

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