Come avvicinare i ragazzi alla lettura

Ecco alcuni segreti rivolti agli insegnanti per far comprendere agli alunni che la lettura è, prima di tutto, un piacere
Come avvicinare i ragazzi alla lettura
Come avvicinare i ragazzi alla lettura. Come avvicinare i ragazzi alla lettura è un’ “avventura” che nasce dall’esperienza, da esperimenti e anche da errori

MILANO – Come avvicinare i ragazzi alla lettura è un’ “avventura” che nasce dall’esperienza, da molti esperimenti e anche da molti errori riveduti e corretti, tra i quali, a mio parere, svetta l’imposizione di una verifica – la cosiddetta scheda –libro – che inaridisce il piacere del leggere. Siamo stati tutti studenti e molti di noi grandi lettori, ma certo non abbiamo amato, per quanto utile, l’esercizio della riduzione dei grandi personaggi e dei grandi drammi in poche righe, in una griglia che svilisce l’emozione del libro.

Condividere la scelta dei libri da leggere e contestualizzarli

Ma quali libri consigliare? Più che sui titoli, mi pare importante la modalità. Credo sia importante condividere la scelta o perlomeno farla apparire come tale: insomma più che titoli calati dall’alto trovare un ‘occasione di dialogo e di scambio costruttivo. E, soprattutto, un’occorrenza concreta, perché più che mai i ragazzi di oggi hanno bisogno di un riferimento palpabile. Esempio: mi è capitato di programmare un viaggio di istruzione a Sarajevo e come preparazione, insieme alla storia della guerra in Bosnia, ho pensato a qualche titolo che li accompagnasse a un mondo per loro sconosciuto. Ed ha funzionato sia nella fase della curiosità prima del viaggio e sia nella fase del viaggio, quando ciò che vedevano corrispondeva a quello che avevano appena letto.

Parliamo anche di chi scrive, oltre che dei libri

Insomma la contesualizzazione funziona. Non solo geograficamente e storicamente, perché risulta importante, specie nel caso della letteratura contemporanea, parlare degli scrittori. Della professione dell’emozione, della vocazione della scrittura che è , ancora una volta, legata alla realtà e al quotidiano e aiuta a capire meglio il mondo in cui tutti noi viviamo. Ho riscontrato che ai ragazzi interessa conoscere da vicino chi scrive i libri e le occasioni non mancano perché ci sono i festival letterari e c’è la disponibilità di molti scrittori a farsi conoscere. Uno dei libri consigliati per Sarajevo è stato Anomalie di Mauro Covacich, il quale è stato disponibile a un collegamento Skype- oggi niente di più facile- con la mia classe ed ha risposto alle domande, anche assurde e impertinenti, degli studenti. Esperimento che ha funzionato sia per lui, che ha visto da vicino i suoi lettori, sia per i ragazzi, incuriositi, attenti e sollecitati tanto da leggere ancora spontaneamente altri libri dello stesso scrittore e dello stesso argomento.

Presentare l’oggetto-libro

Il libro, nonostante la rivoluzione tecnologica degli ebook-reader, è ancora un oggetto da sfogliare, da soppesare, da guardare attentamente. E’ un oggetto sensibile e gli occhi curiosi dei ragazzi ne indagano i colori , i caratteri del titolo, l’illustrazione della copertina e anche – ma che importa ? – il numero delle pagine. Perciò, come per tutti gli oggetti, serve sempre arrivare con un libro appena letto e metterlo bene in vista. In un secondo momento lo si propone, lo si fa girare di banco in banco, si legge l’incipit o un passaggio: c’è sempre qualcuno che per piaggeria magari o per interesse lo leggerà. E da lì scatta il passaparola e il libro – il mio libro -spesso non torna indietro per mesi, ma intanto è stato vissuto e sgranato. Questo conta.

Piacciono i libri che raccontano storie

Negli anni ho imparato che i romanzi, ai quali i ragazzi rispondono con più attenzione, sono quelli che raccontano grandi storie, grandi avventure, grandi drammi. Le storie con personaggi forti che escono fuori dalle pagine e diventano una presenza attiva . Come ha detto Umberto Eco, sappiamo tutto di Renzo e Lucia più di quanto sappiamo dei nostri genitori. Ecco dei libri letti e condivisi, i personaggi devono diventare vivi, parte integrante del quotidiano scolastico, quasi fossero dei nuovi compagni di classe. Cosi anche Anna Karenina, letto un po’ a casa, un po’ a scuola, è potuto diventare una presenza quotidiana nella classe con le ragazze ovviamente a simpatizzare per Anna e per Kitty e i ragazzi per Vronski e per Levin.

Ma soprattutto è importante leggere insieme

Il libro, in conclusione, è un oggetto che va presentato, va contestualizzato e va condiviso, ma soprattutto, se possibile, va letto, parzialmente certo, assieme. Un po’ ad alta voceo con qualche ora dedicata invece alla lettura individuale: non è un compito per casa, ma un’ “ avventura “ che unisce, una forma di educazione sentimentale, civile e intellettuale.

Uno dei ricordi più belli che ho della scuola è quando, costretta a insegnare in due scuole diverse, arrivavo in classe in ritardo, perciò avevo lasciato loro- una quinta ginnasio – un libro da leggere. Mi avvicinavo alla classe e sentivo che uno di loro alla cattedra leggeva ad alta voce e gli altri in silenzio ascoltavano. Il libro è proprio questo: un oggetto silenzioso che, senza muoversi e senza far rumore, può aprirsi e consegnarsi a noi solo se siamo capaci di interrompere temporaneamente la comunicazione con l’esterno, creando così quel vuoto di mondo reale di cui necessita, per far accadere un altro mondo possibile .

Alessandra Pavan

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