Verso la finale

Campiello, cosa rende unico il premio ”fedele alle proprie origini e aperto ai giovani”

Abbiamo intervistato il presidente del Comitato di Gestione del Campiello Valentino Vascellari per farci raccontare le principali novità della 54° edizione del Premio
Campiello, cosa rende unico il premio ''fedele alle proprie origini e aperto ai giovani''
MILANO – L’interesse delle case editrici, la credibilità a livello nazionale, l’imparzialità nella scelta dei finalisti. Sono queste le principali leve che rendono il  Premio Campiello un appuntamento unico e di rilievo all’interno del panorama letterario secondo il presidente del Comitato di Gestione del Campiello Valentino Vascellari. In questa intervista, il presidente ci illustra le principali novità della 54° edizione del Premio e pone l’accento sullo spazio sempre maggiore che l’organizzazione offre ai giovani autori emergenti ed esordienti.

 

L’edizione 2016 del Premio Campiello sta volgendo al termine e sabato verrà annunciato il vincitore. Quali sono le peculiarità di questo premio letterario?
Sono diverse. Si può tranquillamente dire che è un premio di rilevanza nazionale, lo dimostra l’interesse da parte delle case editrici, le quali sanno bene che i finalisti, una volta entrati nella cinquina, godono di un incremento di vendite e notorietà. Visibilità possibile grazie anche al tour che porta i finalisti in giro per l’Italia in 14-15 tappe.
Altra caratteristica significativa è la credibilità di cui gode il Premio Campiello, dal punto di vista dell’imparzialità della scelta: la cinquina finalista è indicata da una giuria ristretta di esperti e letterati con propensione di lettura elevata, ma il vincitore viene scelto da 300 lettori anonimi, selezionati da tutt’Italia con sistemi statistici per età, genere, distribuzione geografica, dando uno spaccato significativo di quello che è il lettore medio che va in libreria e compra i libri.

In che modo il Premio è stato capace di rinnovarsi negli anni, pur restando fedele alla tradizione?

Sostanzialmente, il Premio si è rinnovato poco, in quanto all’epoca fu inventata una formula efficace che non ha avuto bisogno di correzioni in 54 anni. I ritocchi riguardano l’organizzazione, la diffusione delle notizie, attraverso i mezzi più adeguati come il web. Quest’anno, inotlre, la serata finale sarà trasmessa in diretta sulla Rai. La sostanza del Premio, il bando, è rimasto sostanzialmente quello, essendo capace di resistere al tempo.

 

Quali sono le novità principali di questa edizione?

Sarà un’edizione molto effervescente, perché come ogni anno abbiamo dei finalisti di spessore. Ho frequentato molti degli scrittori finalisti, ed ho sempre trovato persone colte, attente, curiose, che oltretutto sanno scrivere. Cercheremo di fare uan serie di manifestazioni finali che possano coinvolgere ed interessare un pubblico più vasto, e grazie alal diretta Rai cattureremo l’attenzione anche di chi sta a casa.

 

Qual è lo spazio che il Campiello offre ai giovani autori emergenti?

Ogni anno premiamo un’opera prima ed abbiamo istituito una sezione, il Campiello Giovani, alla quale possono accedere ragazzi dai 15 ai 22 anni che abbiano scritto un racconto. Ci arrivano centinaia di candidature e richieste di partecipazione da tutta l’Italia. Quest’anno la cinquina finalista è composta di sole ragazze, di cui alcune giovanissime. Di questi ragazzi giovanissimi ci sorprende la serietà nell’applicarsi e la scrittura, il controll odella lingua ed una capacità di espressione amirevoli. La nostra mission è dare visibilità alle nuove leve della letteratura italiana.

 

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