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Biblioterapia, leggere cura e aiuta a vivere meglio

Leggere ci può rendere più felici? La Biblioterapia sembra affermare che sia così

La biblioterapia è un approccio terapeutico che impiega libri, il leggere e la lettura, insieme a modalità terapeutiche più tradizionali, per supportare la salute mentale del paziente.

Sebbene i libri consigliati dai terapeuti possano abbracciare qualsiasi genere o tema, i biblioterapeuti in genere suggeriscono o utilizzano come strumento terapeutico principalmente la narrativa.

Leggere e condividere è curativo

Si ritiene che leggere specifici brani di letteratura e parlarne con un terapeuta (o in un contesto di terapia di gruppo) aiuti i pazienti a comprendere prospettive diverse dalle proprie, a dare un senso a un passato difficile o a sintomi sconvolgenti.

Il dialogo letterario può stimolare sentimenti di speranza, appagamento, ed empatia. Più in generale, si pensa anche che la lettura migliori l’autostima, la consapevolezza di sé, l’autoefficacia.

Leggere ci arricchisce, ci consente di conoscere e di sognare, tutto questo in poche centinaia di pagine. Inoltre, per molti la lettura apre addirittura altre strade.

Biblioterapia dello sviluppo e clinica

Si possono identificare due rami distinti della biblioterapia, sebbene la linea di demarcazione tra loro non sia sempre chiara.

La biblioterapia dello sviluppo viene utilizzata in contesti comunitari o educativi, per aiutare i bambini o gli adulti ad affrontare le sfide della vita comune, come ad esempio il bullismo.

La biblioterapia clinica o terapeutica è l’uso di libri in un contesto di terapia professionale per trattare un disturbo diagnosticato o alleviare gli impatti negativi di un disturbo mentale o fisico diagnosticato.

Biblioterapia la lettura come medicina

La lettura dei libri come medicina. La Webster International nel 1961 ha definito la Biblioterapia come “l’utilizzo di un insieme di letture scelte quali strumenti terapeutici in medicina e psichiatria. E’ un mezzo per risolvere problemi personali grazie a una lettura guidata».

Biblioterapia in realtà è un termine che è stato coniato nel 1916 da Samuel Crothers, che oggi al livello internazionale viene chiamata anche Shared Reading (Lettura Condivisa).

La Biblioterapia può essere diretta a tutti: bambini, adolescenti, adulti e anziani e le sue applicazioni in diversi contesti possono essere molto interessanti.

A cosa serve la Biblioterapia

Secondo i biblioterapisti, i libri possono curare ansia, depressione, solitudine non dandoci solamente una via di fuga dalla vita di tutti i giorni, ma allargando i nostri punti di vista.

Un buon libro è strumento di conoscenza, crescita cognitiva, psicologica e sociale nel percorso di tutta la vita.

La terapia attraverso la lettura fa parte dei “compiti a casa” che molti clinici prescrivono ai loro pazienti e si prefissa gli obiettivi di migliorare le capacità di adattamento, di problem solving, l’autoefficacia e l’autostima dell’individuo.

Biblioterapia, l’approccio terapeutico

Tipicamente, un biblioterapeuta consiglierà uno o più libri ritenuti ideali dal terapeuta in base alle specifiche del paziente. 

Il paziente poi, leggerà il libro/libri interagendo con un piano di lavoro fornito dal terapeuta.

Al ritorno in terapia, il libro o l’esercizio richiesto saranno discussi e utilizzati come punto di partenza per esplorare i meccanismi di coping, la storia personale o altri fattori rilevanti per l’esperienza terapeutica.

Poiché i pazienti devono leggere tra le diverse sessioni terapeutiche, la biblioterapia richiede uno sforzo e un impegno che va oltre gli incontri con il terapeuta.

Tuttavia, molti terapeuti che utilizzano la biblioterapia riferiscono che la pratica aumenta il coinvolgimento e l’impegno del paziente nel processo terapeutico.

Leggere aiuta l’umore

L’idea che leggere libri abbia un effetto positivo sull’umore e sulla mente non è nuova; in effetti, molte società antiche, compresi i greci e gli egiziani, consideravano le biblioteche spazi sacri con proprietà curative (metaforiche).

A partire dal 20° secolo, gli psicologi hanno iniziato a condurre ricerche formali sui potenziali benefici della lettura più in generale e sulla biblioterapia in particolare.

Nel complesso, la letteratura suggerisce che leggere libri, in particolare quelli che offrono una nuova prospettiva o portano un lettore fuori dalla propria zona di comfort, può aumentare l’empatia, la tolleranza per gli altri e le abilità interpersonali, come la capacità di leggere le emozioni degli altri.

In un contesto terapeutico, la biblioterapia è considerata efficace perché fornisce ai pazienti uno sbocco aggiuntivo per affrontare i problemi e può aiutare un individuo a riconoscere che non sono soli nelle loro lotte.

Biblioterapia, il processo terapeutico

Il processo terapeutico può avvenire in quattro fasi:

  • Identificazione

Il lettore si associa a un personaggio nel testo e si identifica con i suoi problemi e obiettivi.

  • Catarsi

Il lettore sperimenta le emozioni, le lotte e le speranze del personaggio da una posizione sicura e rimossa.

  • Approfondimento

Il lettore riconosce le somiglianze tra i personaggi o le situazioni nel testo e le circostanze del lettore e la decisione di applicare le idee del testo alla vita del lettore.

  • Universalizzazione

Il lettore si rende conto di non essere solo. Altri hanno affrontato sfide simili e hanno trovato il modo di affrontarle.

La biblioterapia può anche aiutare ad aumentare il coinvolgimento nel processo terapeutico, che è fondamentale per il successo generale.

Cosa cercare in un biblioterapeuta

Quando si cerca un biblioterapeuta, può essere utile conoscere la sua modalità primaria e discutere con lui come la biblioterapia sarà incorporata in un piano di trattamento.

Alcune organizzazioni, come la International Federation for Biblio/Poetry Therapy, offrono certificazioni per i professionisti interessati e hanno stabilito linee guida ufficiali per la pratica della biblioterapia.

Indipendentemente dalla formazione del terapeuta o dalla modalità preferita, è soprattutto importante che i pazienti lavorino con un medico con il quale si sentano a proprio agio.

 
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