Alda Merini e Giorgio Manganelli, un amore folle

Tra Alda Merini e Giorgio Manganelli ci fu una fugace storia d'amore, ostacolata dalla precoce età di lei, appena quindicenne, e dal matrimonio di lui
Alda Merini e Giorgio Manganelli, un amore folle

MILANO –Tra Alda Merini e Giorgio Manganelli ci fu nel 1947 una fugace storia d’amore, ostacolata dalla precoce età di lei, appena quindicenne, e dal matrimonio di lui.

Merini e Manganelli: l’inizio

Alda Merini e Giorgio Manganelli si conobbero nel 1947; lei aveva 15 anni ma aveva già esordito come poetessa, e godeva del sostegno del critico letterario Giacinto Spagnoletti. Lui, invece aveva 27 anni, ed era già sposato con Fausta Chiaruttini e aveva una bambina, Lietta. Il matrimonio breve e infelice di Manganelli non impedì il nascere di una tormentata relazione tra i due , testimoniato dalla stessa poetessa che gli dedicò la sua prima raccolta poetica, La presenza di Orfeo, nella quale si immedesima nella ninfa Euridice e identifica Manganelli con il pastore Orfeo. Nello stesso anno la Merini iniziò ad avere a che fare con i primi segni della malattia mentale , “le ombre della sua mente” come le chiamava lei, e fu internata per un mese in una clinica psichiatrica dove le fu diagnosticato un disturbo bipolare.

La poesia e l’amore

Quando ne uscirà, ad aspettarla troverà proprio Manganelli e i due cominceranno una frequentazione clandestina. Alda, all’epoca giovanissima, non aveva grosse esperienze sentimentali alle spalle, mentre Giorgio non riusciva a ricevere una separazione consensuale da sua moglie. Nonostante ciò la relazione andò avanti, e i due, oltre a provare una reciproca passione, dialogavano per ore, come ricorderà la stessa Alda, molto spesso affrontando temi inerenti alla poesia, alla morte e alla follia. La relazione si interromperà bruscamente quando Manganelli otterrà il divorzio da Fausta Chiaruttini e si trasferirà a Roma, dove avrà inizio la sua carriera come letterato di spicco nel panorama italiano. Diversi anni dopo Manganelli fornirà la propria versione sulla sua fugace storia con la Merini e sull’amore in generale: «L’amore è un eccellente combustibile per alimentare il malessere che può condurre alla letteratura. È importante, estremamente importante che l’amore vada male. L’amore è la più importante matrice di menzogna, e la menzogna la più grande matrice di mondi…»

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