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5 libri da leggere per evadere dall’ansia e dalla frenesia quotidiana

Per imparare a "rallentare", a godersi il momento presente senza ansie e pressioni, comprendendone il valore. Ecco 5 libri da leggere per evadere dalla frenesia del quotidiano.

Le tue giornate sembrano durare quarantott’ore per quanto sono intense e impegnative? E allo stesso tempo, magari, hai la sensazione che il tempo ti sfugga di mano? Forse hai bisogno di rallentare, di trovare dei momenti tutti per te.

La vita è fatta di istanti. Perdersi il loro valore a causa della frenesia del quotidiano equivale a non carpire il senso stesso della vita. Leggere libri, fare una passeggiata all’aperto, godersi il sole su una panchina, finanche sorridere a un passante, sono atti impercettibili che danno senso ai nostri giorni.

Ecco perché in questo articolo ti suggeriamo 5 libri perfetti da leggere se vuoi evadere dalla tua quotidianità frettolosa ma, soprattutto, se leggendo vuoi imparare a “rallentare”, a prenderti più cura di te e del tempo che hai a disposizione.

5 libri da leggere per evadere dalla frenesia del quotidiano

Porto Palazzo” di Amarilli Varesio

Fra i libri che ti suggeriamo per riscoprire il valore del presente e alleviare lo stress dovuto alla frenesia del quotidiano c’è “Porto Palazzo”, un gioiello raro che coglie la bellezza nella diversità in un tempo in cui siamo sempre meno abituati a guardare altro da noi.

Perché godere del presente vuol dire anche godere di tutto ciò che ci circonda, imparando a conoscerlo, ad amarlo e a sentirlo parte di noi.

Nel chiassoso quartiere di Porta Palazzo, grande mercato di Torino, e lungo le vie acciottolate del Balon, si snodano le vite di rifugiati, migranti, viaggiatori. A prescindere dalla cultura di appartenenza e dall’età, all’interno del nucleo familiare, tutti i personaggi si confrontano con aspettative molto alte.

Diventare o rimanere fedeli a se stessi, quindi sentirsi liberi di agire, è un percorso difficile e ci vuole coraggio per assecondare e realizzare i propri desideri. Due polarità attraversano le storie: l’acqua che simboleggia il desiderio di viaggiare e tagliare i legami; e la terra che è la necessità di radicamento e di stabilità emotiva.

I piaceri e i giorni” di Marcel Proust

Ecco poi un’opera eterogenea e multiforme che ti ruberà il cuore, soprattutto se cerchi una lettura intensa che faccia riflettere sul valore del tempo e sul legame che ciascuno di noi vi proietta. Non farti spaventare dall’autore della Recherchei suoi libri sono fra i più arricchenti che leggerai mai. Non importa se impiegherai un mese o un anno. Le opere di questo autore hanno sempre qualcosa da insegnarci.

La caducità della bellezza, il tempo distruttore, l’incombere della morte. E poi la resurrezione del passato grazie alla memoria affettiva, la nostalgia per la simbiosi infantile con la figura materna, la gelosia che trasforma l’amore in tortura.

Sono i temi che attraversano, come motivi musicali, le pagine dei “Piaceri e i giorni” (1896), conferendo a quest’opera composita di novelle, versi e prose un’unità profonda all’insegna della malinconia e del disincanto.

Il sentiero delle formichelle” di Alessia Castellini

“Il sentiero delle formichelle” è uno dei libri usciti lo scorso maggio. Si sposa bene con il desiderio di evasione dalla frenesia per almeno due ragioni: è un romanzo che racconta una storia affascinante del passato che rischiava di andare perduta, ma è anche uno di quei libri che si leggono tutto d’un fiato perché sono veri, reali ed emozionanti.

Costiera Amalfitana, anni Quaranta. Rachele e Nannina attraversano la montagna ogni giorno come laboriose formichelle, trasportando pesanti sporte di limoni fino alla costa di Maiori, là dove il mare si estende a perdifiato. È il destino di tutte le donne di Tramonti.

Rachele crede che il mondo abbia delle regole dure e invariabili ed è fiera delle tradizioni del suo paese, mentre Nannina sogna fin da bambina terre lontane dal ripido sentiero che dovranno percorrere per una vita, fino a spezzarsi la schiena e le ginocchia. Diverse sotto ogni aspetto, non possono però pensare di dividersi.

Da quando sono venute al mondo, a distanza di una manciata di minuti, non hanno passato un giorno lontane l’una dall’altra. È sulle loro tracce che ottant’anni dopo arrivano in paese due sorelle, Ninfa e Alelì, convinte che questa storia sia solo il frutto della fantasia della loro nonna scrittrice, scomparsa da poco.

Una piccola lavanderia a Yeonnam” di Kim Jiyun

Esistono azioni che per loro natura invitano alla riflessione, alla lentezza. Hai presente le lavanderie automatiche? Hanno sempre qualcosa di poetico che le rende affascinanti agli occhi dei passanti che, rapidi, le incontrano per strada. Nel quarto dei libri che ti suggeriamo per evadere dalla frenesia del quotidiano la protagonista è proprio una lavanderia, insieme a un misterioso, catartico taccuino.

Yeonnam-dong è un quartiere di Seul in perpetua trasformazione e sempre alla rincorsa dell’ultima moda. Eppure, tra locali modernissimi e temporary shop, c’è una piccola lavanderia automatica che, per alcuni abitanti della zona, rappresenta un porto sicuro in un mare di cambiamenti.

Perché qui trovano luci calde, scaffali pieni di libri e profumo di caffè che si mischia a quello del bucato appena lavato. E poi, un giorno, anche un taccuino verde dimenticato chissà da chi, un taccuino che in breve tempo diventa una sorta di diario del quartiere.

Diario d’inverno” di Paul Auster

Infine, uno dei libri più importanti di Paul Auster, recentemente scomparso: “Diario d’inverno” è un’opera intima, personale, emozionante, carica di spunti per chi ha bisogno di rallentare per respirare appieno il valore del presente.

“Quando sei perso, guardati intorno. Dubita di tutto e cancellalo. Hai una sola certezza: tu sei lì. Lo sei perché c’è il tuo corpo e tu sei il tuo corpo.

Il tuo corpo è spazio che hai attraversato, ma anche tempo che ti ha reso ciò che sei. Il tempo te lo porti scritto addosso: le cicatrici sono parole (questa racconta di quando bambino scivolasti così vicino a un chiodo da poterne rimanere cieco, quest’altra ti ricorda di quando quasi uccidesti tua moglie e tua figlia) e le parole sono cicatrici (quelle che ti disse tua madre dopo che la sentisti parlare al telefono con un uomo che non era tuo padre).

Ma non c’è solo il dolore. C’è il piacere, tutto il piacere che hai vissuto, che ti ha travolto in questi sessantaquattro anni. E infine il corpo da cui il tuo corpo ha iniziato a esistere, quello di tua madre. La sua storia e il tuo rapporto con lei sono il cuore pulsante di questo libro (una sorta di doppio, di gemello segreto del tuo “L’invenzione della solitudine”, dov’era il padre il fulcro dell’ossessione).

Hai capito dal silenzio con cui hai accolto la notizia della sua morte e dalla crisi di panico che ne è seguita – fu come sentire il tuo stesso corpo fuggire da te – che qualcosa era cambiato, che dovevi fermarti a ricapitolare. Che eri entrato nell’inverno della vita”.

Da “Diario d’inverno

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