Consigli di lettura

10 libri da leggere assolutamente almeno una volta nella vita

Abbiamo chiesto alla nostra community quale libro consiglierebbero di leggere almeno una volta nella vita. Il titolo più consigliato è stato "Niente di nuovo sul fronte occidentale".
10 libri da leggere almeno una volta nella vita secondo i lettori

MILANO – Ci sono libri e libri. Non si tratta di una distinzione dipesa dalla qualità o meno di un libro, ma di sottolineare come esistano alcuni titoli che, per temi e contenuti trattati sono quelli che una persona dovrebbe leggere almeno una volta nella vita. Vi abbiamo chiesto quale libro consigliereste di leggere almeno una volta nella vita e il titolo più consigliato è stato “Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Erich M. Remarque accompagnato da questo commento “Mi chiesi, ragazzina, dopo averlo letto come era possibile che fossero scoppiate ancora altre guerre…”. Scopriamo insieme tutti i libri che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita secondo i lettori.

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1) “Niente di nuovo sul fronte occidentaledi Erich M. Remarque

Durante la prima guerra mondiale: Paul Börner, italiano di nascita, viene incitato dal suo professore Kantorek all’arruolamento nell’esercito. Il professore aveva le sue idee di patriottismo e di sacrificio di se stessi per la Grande Germania, e trovò giusto insegnare alle nuove generazioni questi principi. Sulla base di questi principi è riuscito a “riempire la testa di bolle d’aria”, come dice Paul, conducendo i ragazzi ancora diciottenni al banco arruolamenti. Fu questa la storia dell’entrata di Paul e dei suoi compagni nel mondo della guerra. Paul, Müller, Kat, Kropp e tutti i loro compagni di scuola si resero subito conto della sciocchezza che avevano commesso, ma ormai era troppo tardi per tornare indietro.

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2)Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez

Grandezza e decadenza della città di Macondo e della famiglia Buendia, in una successione appassionante di avvenimenti favolosi e grotteschi tra cronistoria e leggenda. Un romanzo che portò un soffio nuovo nella letteratura mondiale, aprendo l’Europa alla narrativa sudamericana.

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3) “Il Piccolo Principedi Antoine de Saint -Exupery

Il Piccolo Principe è uno dei più grandi capolavori letterari di sempre. Ha venduto oltre 145 milioni di copie ed è stato tradotto in 270 lingue. E’ la storia dell’incontro in mezzo al deserto tra un aviatore e un buffo ometto vestito da principe che è arrivato sulla Terra dallo spazio. Ma c’è molto di più di una semplice amicizia in questo libro surreale, filosofico e magico. C’è la saggezza di chi guarda le cose con occhi puri, la voce dei sentimenti che parla la lingua universale, e una sincera e naturale voglia di autenticità.

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4) “L’insostenibile leggerezza dell’esseredi Milan Kundera

Il romanzo, che si svolge a Praga negli anni intorno al 1968, descrive la vita degli artisti e degli intellettuali cecoslovacchi nel periodo fra la Primavera di Praga e la successiva invasione da parte dell’Unione Sovietica. La storia si focalizza sul gruppo noto come il Quartetto di Kundera, composto da Tomáš, la sua compagna Tereza, la sua amante Sabina e un altro amante di Sabina, Franz. Questi quattro personaggi vengono seguiti nelle loro vite fino alla fine.

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5) “Se questo è un uomodi Primo Levi

Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò “Se questo è un uomo” nel 1947. Testimonianza sconvolgente sull’inferno dei Lager, libro della dignità e dell’abiezione dell’uomo di fronte allo sterminio di massa, “Se questo è un uomo” è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. È un’analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell’umiliazione, dell’offesa, della degradazione dell’uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.

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6) “Siddhartadi Hermann Hesse

Questo breve romanzo di ambiente indiano, pubblicato per la prima volta nel 1922, ha avuto infatti in questi ultimi anni una strepitosa fortuna. Prima in America, poi in ogni parte del mondo, i giovani lo hanno riscoperto come un loro testo, dove non trovavano solo un grande scrittore moderno ma un sottile e delicato saggio, capace di dare, attraverso questa parabola romanzesca, un insegnamento sulla vita che evidentemente i suoi lettori non incontravano altrove.

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7) “La ragazza delle arancedi Jostein Gaarder

Georg Røed ha quindici anni e conduce una vita tranquilla, come la maggior parte dei suoi coetanei. Ma un giorno trova una lettera che suo padre gli aveva scritto prima di morire e che aveva poi nascosto, affinché il figlio la potesse trovare una volta grande. In questa lettera il padre, Jan Olav, racconta la storia della “ragazza delle arance”, una giovane con un sacchetto di arance incontrata un giorno per caso su un tram di Oslo e subito persa…

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8) “I Malavogliadi Giovanini Verga

Siamo nella Sicilia dell’800. Al centro della narrazione sta il naufragio della ”Provvidenza”, la più vecchia barca da pesca del villaggio, carica di lupini presi a credito. Si snoda così una trama straordinariamente complessa che non abbandona mai lo svolgersi doloroso del dramma; una serie di rovesci, colpo su colpo contro i Malavoglia, ogni volta che a forza di rassegnazione e coraggio riescono a rialzarsi dal colpo precedente.

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9) “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee

n una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un “negro” accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte.

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10) “Mille splendidi solidi Khaled Hosseini

Mariam ha quindici anni. La sua mente sogna di poeti e di giardini meravigliosi, quelli di cui suo padre, un ricco uomo d’affari, le racconta quando le fa visita, dandole un assaggio di una vita che non avrà mai. Perché Mariam è una harami, una bastarda, e per sopravvivere dovrà imparare una sola cosa: la sopportazione. Laila è nata a Kabul la notte in cui i russi hanno invaso la città. Suo padre ha voluto che lei andasse a scuola, perché, ripeteva, una società non può progredire se le sue donne sono ignoranti.

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