10 massime di Murakami sull’arte della scrittura

Haruki Murakami è uno degli scrittori più amati nel mondo. Ecco le 10 massime sull'arte di scrivere secondo la poetica dell'autore giapponese
10 massime di Murakami sull'arte della scrittura

MILANO – Haruki Murakami è uno degli scrittori più amati del momento, tanto che i suoi romanzi sono best seller tradotti in cinquanta lingue. I suoi romanzi sono venati da una nota surreale, o da “realismo magico” come dicono alcuni, dal motivo della corsa, grande passione dello scrittore, dalla musica jazz e da inaspettate chiamate telefoniche. Da Norwegian wood, a Kafka sulla spiaggia, a L’assassinio del commendatore i suoi libri sono veramente molto apprezzati, ma quali sono le sue massime da tenere presente per l’arte di scrittura? Ecco dieci massime

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1.”Una storia non è qualcosa di questo mondo. Una vera storia richiede una sorta di battesimo magico per collegare il mondo da questa parte con il mondo dall’altra parte.

2. “Un racconto che ho scritto molto tempo fa entrò nella mia casa nel bel mezzo della notte, mi svegliò e urlò: “Ehi, non è il momento di dormire! Non puoi dimenticarmi, c’è ancora altro da scrivere!” Spinto da quella voce, mi trovai a scrivere un romanzo. Anche in questo senso, i miei racconti e romanzi si collegano in me in modo molto naturale e organico.

3. “È un posto buio, fresco e tranquillo. Una cantina nella tua anima. E quel posto a volte può essere pericoloso per la mente umana. Posso aprire la porta ed entrare in quell’oscurità, ma devo stare molto attento. Posso trovare la mia storia lì. Poi porto quella cosa in superficie, nel mondo reale.

4. “So quanto sia importante per me la finzione, perché se voglio esprimermi devo inventare una storia, qualcuno la chiama immaginazione, per me non è immaginazione, è solo un modo di guardare.”

5. “Non esiste una scrittura perfetta, proprio come non esiste la disperazione perfetta.”

6. “Ogni volta che scrivo un libro assumo differenti punti di vista. Perché a volte sono stanco di essere me stesso. In questo modo posso scappare. È una fantasia. Se non puoi avere una fantasia, che senso ha scrivere un libro.

7. “Ricordo spesso queste parole quando scrivo, e penso tra me e me, ‘È vero. Non ci sono nuove parole. Il nostro compito è dare nuovi significati e sfumature speciali a parole assolutamente ordinarie‘. Trovo il pensiero rassicurante. Significa che ci sono ancora vaste distese sconosciute, territori fertili che aspettano solo che noi li coltiviamo.

8. “Penso che la memoria sia il bene più importante degli esseri umani. È una specie di combustibile; brucia e ti scalda. La mia memoria è come un baule: ci sono così tanti cassetti in questo baule, e quando voglio essere un ragazzo di quindici anni, apro un certo cassetto e trovo lo scenario che ho visto quando ero un ragazzo a Kobe. Sento l’odore dell’aria e riesco a toccare il terreno, e riesco a vedere il verde degli alberi. Ecco perché voglio scrivere un libro.”

9. “Trovo che scrivere romanzi sia una sfida, scrivere storie di gioia. Se scrivere romanzi è come piantare una foresta, scrivere racconti è più come piantare un giardino.

10. “Quando inizio a scrivere, non ho alcun piano, aspetto solo che arrivi la storia, non scelgo che tipo di storia è o cosa succederà.

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Via: Bustle

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