La situazione

Rientro a scuola, molti insegnanti chiedono di restare a casa

Manca poco alla ripresa della scuola, ma in alcune regioni i presidi potrebbero trovarsi senza collaboratori scolastici e gli alunni senza prof, tutti in malattia
Rientro a scuola, molti insegnanti chiedono di restare a casa

Per il 14 settembre è fissato l’inizio dell’anno scolastico ma già in questi giorni le scuole inizieranno le attività di recupero e integrazione didattica relative all’anno scolastico precedente. Tuttavia, in alcune regioni come il Veneto, la Liguria e la Campania i presidi potrebbero trovarsi senza collaboratori scolastici e gli alunni senza prof. 

I casi

La direttrice dell’Ufficio scolastico del Veneto Carmela Palumbo ha denunciato centinaia di lettere ai presidi da parte di insegnanti che chiedono di poter essere esonerati dal servizio. A Salerno le richieste sono già una trentina. Adesso “la palla” passa ai dirigenti scolastici che, in mancanza di linee guida per affrontare questi casi, non sanno se mettere in malattia i prof una volta che il medico ne ha certificato la condizione di salute, oppure mettere a disposizione loro mezzi che consentano comunque ai suddetti insegnanti di poter svolgere l’attività didattica in classe.

La lettera dei professori

Alcuni insegnanti hanno riassunto in una lettera inviata alla redazione di Orizzonte Scuola  le loro perplessità circa la ripresa della scuola. Così si legge nel finale della missiva:

“Con la riapertura delle scuole in presenza vi sarà il concreto rischio di contagio per tutta la comunità scolastica e di riflesso per tutte quelle persone che vivono a contatto con essa: personale scolastico, alunni e famiglie che lo Stato ha il dovere di tutelare. Allora non sarebbe forse il caso di ammettere con coraggio (ed in barba alle speculazioni politiche pre-elettorali) che in questo momento l’unica alternativa per l’inizio dell’anno scolastico è la didattica a distanza? Andare in classe, a fronte di gravi rischi per la salute, non garantirebbe didattica e socializzazione più efficaci di quelle che si possano avere con una didattica a distanza organizzata, che preveda anche momenti programmati in presenza, magari con piccoli gruppi per un confronto con gli insegnanti e/o per le verifiche.”

 

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