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Maturità 2022

Maturità 2022, come prepararsi alla seconda prova scritta

Con i consigli di un tutor professionista, esperto in metodo di studio, gli studenti potranno prepararsi al meglio per affrontare la seconda prova scritta degli esami di Maturità 2022.

Oggi 22 giugno, sono iniziati gli Esami di Maturità 2022. Ma è forse il giorno seguente, il 23 giugno, quello più temuto dai maturandi. E’ infatti questa la data in cui si svolgerà, in tutta Italia, la seconda prova, lo scritto di indirizzo, che verte su una delle materie fondamentali dei vari percorsi di studio. Dopo due anni di assenza, causa pandemia, il Ministero dell’Istruzione ha deciso di ripristinare gli scritti, vanificando le speranze dei quasi 500mila studenti che dovranno essere esaminati.

Così, nonostante gli sforzi dello stesso Ministero per agevolare il più possibile gli studenti, riducendo a 10 punti – dai 20 originali – il peso della prova di Maturità, affidando l’elaborazione delle tracce alle commissioni (composte dai docenti interni, che quindi conoscono gli alunni) e scegliendo come disciplina oggetto dello scritto solo una materia tra quelle caratterizzanti i singoli indirizzi (anche dove ne è prevista più di una), i maturandi sono carichi di ansia. Forse perché quello del 2022 si presenta come il primo, vero, esame dopo un biennio di didattica “a intermittenza”.

Seconda prova Maturità 2022: il decalogo dell’esperto

Ed è proprio per aiutare il maggior numero di ragazzi che il portale Skuola.net | Ripetizioni.it – piattaforma di riferimento in Italia per le lezioni private online e in presenza – ha chiesto a Giovanni Giangiobbe, uno dei tutor più richiesti dai suoi utenti in qualità di esperto in metodo di studio, di spiegare nel modo più chiaro possibile come affrontare la seconda prova di Maturità e come prepararsi, indicando anche dei piccoli trucchi per rendere il tutto più efficace.

Niente paura: bisogna avere forza e coraggio

Il tutor sa bene che la Maturità e, in particolar modo la seconda prova, incutono timore. Specialmente stavolta: “Mi rendo perfettamente conto – dice – che questi ultimi due anni sono stati molto difficili. Soprattutto per gli adolescenti, abituati a una vita molto attiva: dunque a uscire con gli amici, fare sport e divertirsi”. Ma vuole fare un appello ai ragazzi: “Se sono riusciti a superare uno scoglio così duro, così importante come la pandemia – afferma Giangiobbe – sono certo che non avranno problemi a superare la seconda prova”.

Parola d’ordine: esercizio

In fondo la seconda prova, spiega l’esperto, è in tutto e per tutto come un compito in classe. Ma, per quanto riguarda la preparazione alla Maturità, bisogna tener presente che studiare per una prova scritta è diverso dal farlo per superare un esame orale. “Per prepararsi al meglio per  un’interrogazione orale, è fondamentale la ripetizione, ed è necessario dividere il programma in una serie di argomenti e dedicare un tot di tempo alla ripetizione di ciascuno. Lo scritto invece deve essere preparato in modo diverso”. 

Per far comprendere meglio le sue parole, il tutor fa un esempio concreto: “Prendiamo la seconda prova del Liceo Classico, quindi lo scritto di latino. Chiaramente, è importante conoscere le regole grammaticali, dunque i verbi e le declinazioni e così via. Ancora più importante però è esercitarsi. Se noi abbiamo uno studente che conosce perfettamente tutta la grammatica latina, ma non si esercita, la seconda prova potrebbe non andare così bene. Un consiglio fondamentale per la seconda prova è quindi: esercizio.”

Un piano di studio efficace? Si concentra sulle materie d’esame e su quelle più “ostiche”

La prima cosa da fare adesso, però, è assicurarsi una buona ammissione alla Maturità: “I ragazzi dovrebbero prima di tutto chiudere l’anno scolastico e quindi concentrarsi sugli ultimi compiti in classe”. Una volta concluse le lezioni, invece, secondo il tutor “dovrebbero predisporre un piano di studio che si focalizzi sulle materie che costituiranno oggetto dell’esame di Maturità”. Il suggerimento decisivo? “Soffermatevi sulle materie dove riscontrate maggiori difficoltà”.

Per quanto riguarda, in maniera specifica, la seconda prova “è fondamentale l’esercizio costante e ripetuto, rileggere attentamente il programma e magari anche organizzare gruppi di studio con i propri compagni di classe per raggiungere insieme l’obiettivo, ma anche per motivarsi a vicenda”.

Manca poco tempo? Meglio lavorare sui punti deboli

Più in generale, il tutor invita a concentrarsi e lavorare proprio su ciò che potrebbe “tradire” il maturando nel momento decisivo: “Avete difficoltà con le versioni? Bene, esercitatevi e traducete il più possibile. Avete problemi nell’esposizione orale? Allora ripetete da soli davanti lo specchio, registratevi e poi ascoltatevi, ripetete ad un familiare o ad un amico. Perché è soltanto quando si lavora sulle proprie debolezze che si riesce a crescere e che si è in grado di superare le difficoltà”.

Nessun ostacolo è insormontabile: serve impegno… e magari un aiuto

Ma l’esperto in metodo di studio vuole dare un messaggio di fiducia agli studenti che affronteranno a breve la Maturità: “Nessun ostacolo scolastico è insormontabile: con l’impegno e il metodo giusto tutti i problemi si possono risolvere”.

Però è anche vero che il tempo stringe, quindi il consiglio, per quei ragazzi che hanno serie difficoltà, può essere quello di affidarsi a un tutor, ovvero a un esperto che possa aiutarli in tempi relativamente brevi e con ottimi risultati. “Io parlo da tutor – afferma Giovanni Giangiobbe – e devo dire che ho aiutato ragazzi che sembrava avessero un rifiuto per materie come la Storia o il Diritto Privato. Questo dimostra che nulla è impossibile e che con il metodo e le persone giuste anche le materie più ostiche possono risultare gradevoli”.

Non si può essere bravi in tutto, ma un tutor può dare una mano

“Affidatevi ad un tutor: ci sono tanti ragazzi bravissimi con una grande passione per l’insegnamento e desiderosi di trasmettere le proprie conoscenze al prossimo”. Questo, quindi, il suggerimento per chi è in affanno e vorrebbe invece fare un buon esame di Maturità, chiudendo così definitivamente e con soddisfazione il capitolo “scuola”: “Vorrei però aggiungere che non si può essere bravi in tutto. Ognuno ha i propri talenti e ha una o più discipline in cui eccelle”.

Non bisogna, dunque, fare un dramma se si riesce meglio in alcune materie piuttosto che in altre: “Ragazzi, cercate di fare il possibile, impegnatevi sempre al massimo. Ma anche se non risultate particolarmente portati per la matematica, per il latino o per le lingue, non vi dovete sentire inferiori; è normale e può capitare”. E riporta anche un’esperienza personale: “Io, ad esempio, alle scuole superiori non ero bravissimo in greco, ma questo non mi ha impedito di diplomarmi, di andare all’università, di laurearmi e di costruire il mio percorso professionale”.

Davanti alla traccia, nessuna fretta

Dopo la preparazione, però, arriva l’esame di Maturità vero e proprio. Qui non vale solo quanto si è studiato ma anche la capacità, ad esempio, di comprendere la traccia e gestire il tempo a disposizione.

L’importante è affrontare il tutto con la dovuta calma: “Prima di tutto, niente panico. Secondo, leggere attentamente la traccia per almeno tre volte, sottolineando quelli che appaiono come gli elementi importanti. I primi venticinque minuti devono essere di pura analisi e finalizzati a comprendere la struttura e le caratteristiche essenziali della traccia. Niente fretta, infine, nella scrittura: leggere, analizzare e riflettere con attenzione viene prima”.

La fretta, infatti, è da sempre una “cattiva consigliera”: “Il mio consiglio è quello di non lasciarsi sopraffare dalla fretta, di finire e consegnare il prima possibile. Bisogna sfruttare tutto il tempo a disposizione, magari anche facendo brevi pause per ragionare meglio”. In aggiunta, se consentito, il tutor suggerisce di portare qualcosa da mangiare o da bere perché “il corpo e il cervello necessitano di essere idratati, o comunque di ricevere zuccheri, per lavorare al meglio”.

Se non la sai… prenditi il tuo tempo

Può capitare di ritrovarsi davanti a un quesito su cui si è incerti o, addirittura, impreparati: “è assolutamente normale. Io andrei avanti completando la parte che conosco, per poi tornare sulla parte, definiamola così, problematica. Questo proprio per evitare che il tempo speso sulla domanda dubbia comprometta l’intero scritto”. Infatti, commenta Giangiobbe, è possibile che la risposta che non si conosceva inizialmente venga in mente durante la prova.

Se il panico ti assale, respira Un’altra difficoltà frequente, quando si svolge un esame, è il classico “vuoto di memoria”: “Anche questo è normale, una situazione assimilabile al cosiddetto panico da palcoscenico che si verifica quando un attore, che conosce la sua parte a memoria, arriva sul palco e vedendo il pubblico si blocca”. E se succedesse proprio durante la seconda prova di Maturità? Il tutor conosce un metodo pratico per risolvere la situazione: “Girare il foglio della traccia, chiudere gli occhi, contare fino a dieci, inspirare ed espirare. Ristabilita una situazione di calma e tranquillità, il blocco scomparirà e le risposte torneranno in mente”.

Rileggi il compito tre volte prima di consegnare

Un ultimo passaggio fondamentale, a cui gli studenti danno fin troppe volte poco peso, è la consegna del compito scritto. Questo momento è importante perché bisogna essere sicuri che ciò che si è scritto è davvero completo, controllando di non aver dimenticato alcun dettaglio: “Prima di consegnare il compito bisognerebbe rileggerlo almeno tre volte, non in modo superficiale bensì con spirito critico, ovvero facendo finta che quel compito sia stato scritto da un altro”.

Questo, a dire dell’esperto, eviterebbe di cadere in errori di valutazione, “perché a volte le persone tendono a sottovalutare il lavoro degli altri e ad incensare e sopravvalutare il proprio. A mio parere, l’unico modo per crescere è guardare il proprio lavoro con occhio critico, come se fosse stato realizzato da un’altra persona”. Nel rileggerlo, quindi, bisognerebbe chiedersi, come se si stesse valutando con un occhio “esterno”: “Può andare bene? Quali aspetti considererei?”. Dopo questo step decisivo, si è pronti per consegnare il foglio e… in bocca al lupo!

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