L'italiano all'estero

5 motivi per cui la lingua italiana deve essere studiata all’estero

Ogni lingua porta con sé alcuni benefici, vediamo allora le 5 principali ragioni per cui bisognerebbe imparare la lingua italiana
5 motivi per cui la lingua italiana deve essere studiata all'estero

MILANO – Quante volte vi siete sentiti dire dai vostri amici stranieri che la nostra lingua è fantastica per la sua musicalità o per alcune delle sue buffe parole? Forse non ce ne accorgiamo perché siamo nati ascoltando questa lingua e per chi non ha avuto la possibilità di impararne altre, sarà l’unica mai parlata. La lingua italiana all’estero è glamour, così come la nostra modo e il nostro cibo. Vi abbiamo già parlato delle parole che ci invidiano gli inglesi, così come quelle che ci invidiano gli americani, ma quali sono le principali ragioni per cui gli stranieri dovrebbero o vorrebbero imparare la nostra lingua? Scopriamole insieme grazie a Babble Magazine.

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1) E’ una lingua con cui si prende facilmente familiarità 

Partiamo subito con un dato. Circa il 30% delle parole in lingua inglese sono di origina latina e la lingua italiana rimane quella più vicina alla lingua dei romani. Questa è una tesi che può essere facilmente utilizzata anche a sostegno di altre lingue, ma rispetto ad altre l’italiano ha la pronuncia più facile. Certo, ci sono delle eccezioni come la possibile difficile pronuncia della lettera “r”. i dubbi di fonetica possono essere comunque risolti e chiariti attraverso l’analisi della parola scritta, un grande vantaggio per i principianti. 

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2) Imparando l’italiano, si può imparare qualcosa della propria lingua madre 

Quando si impara una lingua straniera, si finisce inevitabilmente per conoscere di più la propria stessa lingua. Agli inglesi ad esempio può insegnare l’origine di alcune parole del loro vocabolario. Non stiamo parlando solo dell’origine etimologica della parola, ma anche della sua pronuncia. Alcuni esempi: gli aggettivi tremendous (tremendo) e innocuous (innocuo).

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3) Gli stranieri potranno capire cosa stanno mangiando 

In molti Paesi europei, la maggior parte delle insegne, dei menù e delle indicazioni sono in inglese. Allo stesso modo il francese è diventata la lingua dei profumi e del make up, così come il tedesco della tecnologia. In ogni caso, non saper parlare inglese in questi Stati connota l’impossibilità di capire  l’ambiente che ci circonda. La stessa cosa che capita a tutti i turisti stranieri che frequentano i ristoranti italiani. Questo può essere davvero un problema nel caso finissero in quei buonissimi ristoranti locali in cui difficilmente esiste un menù in un’altra lingua che non sia quella italiana. Il problema si complica quando si incontrano piatti come “Penne all’arrabbiata” o “Farfalle al salmone”. Cercando su un dizionario, uno straniero, in quest’ultimo caso, potrebbe pensare di dover mangiare le farfalle, gli insetti. Ecco perché la gita in un ristorante italiano può trasformarsi in una vera lezione di lingua italiana.

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4) La bellezza della comunicazione non – verbale 

Quante volte, mentre parlavate con una persona straniera, questa è rimasta divertita dalla gestualità che accompagna le vostre parole? Si, noi italiani gesticoliamo molto mentre parliamo, anche se spesso non ce ne accorgiamo. Certe volte questa comunicazione a gesti ci può aiutare a comunicare con qualcuno che non parla la nostra stessa lingua. Tra l’altro, la lingua italiana ha un grande dizionario di “non-detto”. Questo affascina tutti coloro che non sono nati parlando la nostra lingua.

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5) Imparare una lingua aiuta a farci conoscere nuove parti di noi stessi

Molti linguisti sostengono che ogni lingua possieda una personalità peculiare e unica. Accenti e gesti, ad esempi, sono estremamente legati al linguaggio. Non solo questi cambiano da Stato a Stato, ma esistono diverse possibilità che uno stesso gesto, in  due Nazioni possa significare cose totalmente opposte e che questo possa portare a grandi e non voluti fraintendimenti. Del resto la lingua diventa così un modo per conoscere diverse culture, confrontarsi con esse, ma soprattutto far conoscere la propria.

 

 

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