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Il caso

Bambina cinese dice “glazie, plego”, polemica su un libro scolastico

Una professoressa dell’Università Cattolica di Milano ha pubblicato su Twitter la pagina del libro di testo per le elementari

E’ polemica su un libro scolastico accusato di razzismo. A rendere nota la questione è stata la professoressa Lala Hu, dell’Università Cattolica di Milano, pubblicando la foto del libro su Twitter. Non è la prima volta che i testi destinati all’insegnamento cadono in errori del genere. Il problema, oltre al fatto in sé, è che il pubblico a cui sono rivolti questi libri è fatto di bambini che recepiscono e assimilano le informazioni e quelli che dovrebbero essere insegnamenti, in modo diverso.

L’ultimo caso della bambina cinese

Il libro scolastico ad essere incriminato, questa volta, è il tomo “Leggermente plus”, edito da Giunti e dedicato appunto alle ultime classi della scuola elementare. La professoressa Lala Hu ha denunciato il caso su Twitter. Il passaggio del testo in cui una bambina cinese parla un italiano scorretto e stereotipato con frasi come “glazie, plego, facciamo plesto”. Non è finita qui, subito dopo si aggiunge che “non si offende mai quando la prendiamo in giro”.

Hu commenta la foto «“Non si offende quando la prendiamo in giro” che ne sa @GiuntiEditore del trauma dei bambini quando vengono bullizzati? A parte gli stereotipi sui bambini di origine cinese come esser bravi in matematica, “glazie, plego” e “facciamo plesto”? E comunque non si chiamerebbe Lee». La vita per un bambino straniero è abbastanza complicata di per sé, la lingua, le nuove abitudini e la fatica di fare nuove amicizie. Trovare ancora passaggi del genere in un libro scolastico non migliora le cose.

 

La risposta dell’editore del libro scolastico

Stefano Cassanelli, editore del libro scolastico in questione, ha risposto alle accuse in un articolo del Corriere della Sera «Sono esterrefatto. Ammetto che nel testo ci possano essere stereotipi sulla cultura orientale, ma a quel punto i rilievi andrebbero fatti all’autrice del libro, che è Paola Reggiani, che ha scritto ‘Duccio e il mostro della musica telepatica’, edito da Feltrinelli nel 2013, come noi riportiamo correttamente alla fine del brano.

Il libro scolastico è stato inserito nel volume Leggermente in quanto è il diario di un bambino, e il nostro intento era proporre delle attività sul diario, appunto: estrapoliamo brani di letteratura che possano aiutarci a far comprendere i concetti relativamente ai generi letterari presentati. Ora che qualcuno, decontestualizzando completamente una frase dal resto del brano possa accusarci di fare apologia del bullismo, o di non avere empatia per i bambini bullizzati, come fa la professoressa, per me è inaccettabile e offensivo»

Il caso di settembre

Solo lo scorso settembre, dei genitori di origine africana avevano denunciato un caso simile. Riportato poi pubblicamente dalla consigliera comunale di Reggio Emilia, Marwa Mahmou, che aveva commentato “Una narrativa inferiorizzante che accosta la pelle nera alla sporcizia è inaccettabile”. Il libro di testo ‘Rossofuoco’ di Ardea Editore riportava in un brano la seguente frase “Sei sporca o sei tutta nera?”. Anche questo caso aveva destato numerose polemiche.

Foto di Lala Hu

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