La serie tv Curon

Curon, storia e la leggenda del campanile sommerso

Dal 10 giugno su Netflix è disponibile una nuova serie tv italia, Curon, ambientata nello scenario suggestivo del lago artificiale di Resia con il suo campanile sommerso
Curon, storia e la leggenda del campanile sommerso

Dal 10 giugno è sbarcato su Netflix Curon, la nuova serie tv ambientata nello scenario suggestivo del lago artificiale di Resia con il suo campanile sommerso. Sette puntate per una serie tv tutta italiana avente una trama da brivido, in cui si incrociano storia e leggenda.

Il comune di Cutron

Curon oggi è un piccolo comune di montagna ai confini con Svizzera e Austria, ma sicuramente tutti ricorderanno l’immagine di un campanile sommerso, che sbuca dalle acque verdi di un lago. Si tratta del lago artificiale Resia, creato circa 70 anni fa. Gli abitanti furono trasferiti a monte e, al posto del piccolo paese di Curon, sorse un lago artificiale. E’ in questo scenario che prende vita la nuova serie di Netflix, scritta da Ezio Abbate.

La leggenda

Dell’antica località di Curon rimane il campanile del 1357 che emerge dal lago, le cui origini risalgono alle popolazioni celtiche che abitavano questi luoghi in epoca pre-romana.  Alcune persone del luogo giurano che nelle notti d’inverno si sentano rintoccare le campane, che, però, vennero tolte nel 1950 poco prima dell’allagamento. Nel 1951, un anno dopo la costruzione del bacino artificiale, un autobus con 23 persone a bordo finisce fuori strada e precipita nel lago; ci sarà un solo superstite.

Ed è proprio la leggenda ed il mistero che ruotano intorno al campanile ad aver ispirato i creatori della serie serie Netflix. Ad un certo punto uno dei protagonisti rivela a un altro personaggio la leggenda secondo cui chi ode i rintocchi del campanile, oggi privo di campane, sarà presto colto da morte certa. 

Tra storia e mito

Le vicissitudini del piccolo comune affondano le radici nella storia. Nel 1348, pochi anni prima della costruzione della chiesa di Santa Caterina, la peste colpisce duramente questi luoghi. Nel ‘700 la zona rimane sott’acqua a causa dell’esondazione di un torrente, mentre nell’800 il lago di Curon straripa causando ingenti danni. Oggi Curon Venosta è una località turistica legata allo sci e all’escursionismo ed ha reso il suo campanile semisommerso un’attrazione per i visitatori. In inverno, il lago gela completamente ed è possibile raggiungere il campanile a piedi.

Il libro di Marco Balzano

Non è la prima volta che il campanile che sorge dalle acque ispira qualcuno: Marco Balzano l’aveva scelta per la copertina del suo libro “Resto qui“.  Anche il libro dell’autore vincitore del Campiello nel 2015 è ambientata nel paese sommerso di Curon. Il campanile che torreggia sull’acqua di quello che sembra un lago e che invece è una diga dismessa colpisce chiunque passi di là. Come ha affermato lo stesso autore in un’intervista “è un’immagine che a prima vista desta meraviglia per poi lasciare spazio a un’inquietudine crescente. Si realizza che se lì c’è un campanile attorno doveva esserci stata una comunità, donne e uomini, radici. Allora ci si sporge dal pontile e, se si è fortunati, si intravedono ancora le fondamenta dei masi, l’erba scura e la sabbia. Non abbiamo mai avuto dubbi che la copertina dovesse avere questa immagine.”

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