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Sanremo, 5 curiosità che non tutti conoscono sul Festival della canzone italiana

Alla porte della 74esima edizione del festival di Sanremo scopriamo insieme cinque curiosità che hanno caratterizzato una delle manifestazioni più importanti d'Italia.

Dal 6 al 10 febbraio ritorna in televisione e sul palco del Teatro Ariston il Festival di Sanremo. L’evento musicale sarà condotto da Amadeus, con co-conduttori e co-conduttrici d’eccezione.

Sanremo è un fenomeno non solo musicale, ma un vero e proprio evento nazionale capace di rappresentare gli usi e i costumi della società italiana, sia attraverso le canzoni in gara sia grazie ai personaggi, non solo cantanti, che hanno calcato negli anni il palco dell’Ariston.

Ne abbiamo parlato anche in una puntata di Culture Days:

5 curiosità sul Festival di Sanremo

In attesa di scoprire il vincitore della settantaquattresima edizione, scopriamo alcune curiosità sulla celebre kermesse musicale che, anno dopo anno, attira l’attenzione di milioni di spettatori tra sostenitori e detrattori.

La scelta di Sanremo

Secondo quanto riportato da Eddy Anselmi nel suo libro “Il Festival di Sanremo” (DeA Planeta Libri), l’idea di organizzare una competizione canora di portata nazionale nasce dall’esigenza di trovare una sede adeguata. Tentativi simili erano stati fatti negli anni Venti e Trenta del secolo scorso a Pescara e Rimini, ma senza grande successo.

Fu poi adottata la formula vincente del Casinò di Sanremo: “Il Festival nacque a Sanremo per via della presenza della sede della Rai a Torino, delle case discografiche a Milano, e per il fascino che la città rivierasca esercitava sui benestanti del Nord, fornendo un punto d’incontro ideale”, spiega lo studioso nel suo lavoro. Inizialmente ospitato nel Salone delle feste del Casinò, nel 1977 il Festival si trasferì al Teatro Ariston, la sua attuale sede.

La Prima Edizione del “Talent” Italiano

Prima dell’avvento dei talent show di stampo anglosassone, l’Italia ha introdotto questa formula di spettacolo proprio con il Festival di Sanremo. Nel 1956, il direttore artistico dell’epoca, Giulio Razzi, organizzò un “Concorso nazionale per voci emergenti”. Un totale di 6.446 partecipanti si presentarono, ma solo quindici furono selezionati. La vincitrice di quell’anno fu Franca Raimondi con la canzone “Aprite le finestre”. Tuttavia, quell’edizione del Festival risultò essere un insuccesso nella storia della manifestazione.

Esibizioni dal Vivo, Base Musicale e Playback

L’orchestra è sempre stata una caratteristica distintiva del Festival di Sanremo, tuttavia, vi sono stati periodi in cui è stata sostituita da basi musicali e persino esibizioni in playback. Nel 1955, Claudio Villa, colpito da una forte influenza, non poté esibirsi e fu sostituito da un grammofono.

Nel 1964, Bobby Solo fu squalificato per aver eseguito “Una lacrima sul viso” in playback, fingendo una laringite. Nel 1976, l’orchestra fu esclusa, inaugurando l’era delle basi musicali. Solo nel 1990, durante l’edizione di Arma di Taggia, l’orchestra e le collaborazioni con artisti stranieri fecero il loro ritorno.

La celebrazione delle Canzoni

Oggi, il Festival di Sanremo è principalmente noto per gli artisti in gara. Tra grandi nomi e nuovi talenti, le performance sul palco suscitano sempre grande interesse. Tuttavia, l’obiettivo originale del Festival era promuovere le canzoni anziché gli artisti stessi.

Nella prima edizione del 1951, ad esempio, vi erano 20 canzoni in competizione con soli 3 interpreti: Achille Togliani, le gemelle Dina e Delfina Fasano, e la cantante ex-operaia Nilla Pizzi, che vinse quella edizione. Nel corso degli anni, si sono affermati grandi nomi della musica italiana come Claudio Villa e Domenico Modugno, con l’aggiunta di artisti stranieri (cosa che accadde nuovamente nel ’90).

Tuttavia, a partire dal 1972, l’importanza dell’artista rispetto alla canzone è stata riconosciuta e la regola della doppia esecuzione è stata abbandonata.

Colpi di scena e momenti indimenticabili

Il Festival di Sanremo è un’opportunità preziosa per chiunque aspiri a ottenere anche solo qualche minuto di celebrità. Numerose vallette hanno affiancato i presentatori nel corso degli anni, contribuendo a momenti memorabili. Ad esempio, nel 1966, durante il regno di Mike Bongiorno, Carla Puccini simulò un svenimento sul palco. Non mancano colpi di scena che catturano l’attenzione del pubblico.

Durante il Festival del 1995, ad esempio, 17 milioni di italiani tennero il fiato sospeso di fronte al tentativo di suicidio di Pino Pagano, prontamente sventato da Pippo Baudo. Nel 2018, durante la conduzione di Claudio Baglioni, Fiorello intervenne per placare un contestatore che era salito sul palco, richiedendo di parlare con il procuratore generale o il sindaco della città.

Risolto l’incidente, il co-conduttore ironizzò sul fatto che in passato i contestatori si arrampicavano sulle balaustrate, facendo riferimento all’episodio con Pagano.

 

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