Sei qui: Home » Frasi » Perché la guerra non è mai giusta, l’aforisma di Albert Einstein

Perché la guerra non è mai giusta, l’aforisma di Albert Einstein

Vi invitiamo a riflettere sul fatto che la guerra non è mai la soluzione giusta qualsiasi sia il fine e lo scopo che si ha attraverso questo breve ma esemplificativo aforisma di Albert Einstein.

No alla guerra. Sono passati diversi mesi da quando il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato l’operazione militare in Ucraina, affermando di dover proteggere il Donbass. La situazione è ancora difficile, come testimonia l’attacco a Kiev delle scorse ore. Noi vi invitiamo a riflettere sul fatto che la guerra non è mai la soluzione giusta qualsiasi sia il fine e lo scopo che si ha attraverso questo breve ma esemplificativo aforisma di Albert Einstein.

“La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire.”

Perché la guerra non è mai giusta

La guerra, anche se nata per “liberare un popolo”, è sempre illecita, non è mai giusta, perché uccidere è un male in sé. Un popolo aggredito come quello ucraino oggi non può accettare di essere oppresso. Con che cosa si opporrà ai bombardamenti, ai carri armati, alle armi più terribili comprese quelle chimiche? 

Forse è troppo tardi, forse no e c’è ancora tempo per impegnarsi per fare cessare questo conflitto in Ucraina e sedersi a un tavolo per trattative. Siamo certi che la guerra non può mai essere giusta e diciamo attraverso le parole di Albert Einstein che la guerra non è mai stata e mai lo sarà un mezzo valido per sanare i conflitti umani.

Albert Einstein e i conflitti bellici

Il celebre fisico Albert Einstein ha spesso affrontato nei suoi discorsi tematiche relative alla guerra. In questi giorni in cui il conflitto tra Russia e Ucraina sembra inasprirsi sempre più, tornano alla mente un’altra sua celebre citazione. Parole che Albert Einstein  aveva pronunciato proprio parlando delle guerre mondiali, all’indomani della conclusione del secondo conflitto mondiale.

“Io non so con quali armi sarà combattuta la Terza Guerra Mondiale, ma la Quarta Guerra Mondiale sarà combattuta con pietre e bastoni”.

Una metafora ben chiara che voleva sottendere le possibilità distruttive che già all’epoca (Einstein morì nel 1955 ma quella sua citazione dovrebbe risalire a qualche anno prima, ovvero al 1949) avevano raggiunto le armi di distruzione di massa che, a maggior ragione oggi, porterebbero l’intero pianeta verso la catastrofe totale. Ovvero a passare, come nelle parole del fisico più famoso della storia, dalle incredibili capacità tecnologiche di oggi alle più rudimentali “pietre e bastoni”. Einstein, d’altronde, nonostante i suoi studi si rivelarono fondamentali nello sviluppo della bomba atomica, si oppose sin dall’inizio all’utilizzo militare dell’energia nucleare e non fu parte del Progetto Manhattan che poi portò alla realizzazione delle bombe che furono sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Le sue parole, all’epoca, si riferivano quindi alle potenzialità distruttive dell’energia nucleare. Ma quanto purtroppo suonano attuali al giorno d’oggi?

 

© Riproduzione Riservata