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La frase del giorno

“Chi non osa osservare il sole in volto non sarà mai una stella”, Blake ci insegna il coraggio

La citazione dello scrittore William Blake ci insegna ad avere il coraggio, per così dire, di osservare il sole in volto

La frase di oggi è una citazione dello scrittore romantico William Blake che ci esorta ad avere il coraggio di osservare il sole in volto per poter poi avere la possibilità di diventare una stella. 

“Chi non osa osservare il sole in volto non sarà mai una stella”

Questa citazione, tratta dalla raccolta di testi in prosa del poeta inglese “Il matrimonio del cielo e dell’inferno” è un invito ad essere coraggiosi nella vita, a rischiare per poi gioire delle conseguenze. Un modo poetico e delicato per esortare il lettore a vivere tutte le esperienze, anche quelle che ci fanno più paura o che potrebbero sembrare più pericolose proprio come guardare il sole.

William Blake

William Blake, nato a Londra il 28 novembre 1757, è stato un poeta, un pittore e un artista incisore di grandissimo talento. Largamente sottovalutato mentre egli era in vita, oggi l’opera di Blake è considerata estremamente significativa e fonte di ispirazione sia nell’ambito della poesia sia delle arti visive. Considerato al suo tempo pazzo per le sue idee stravaganti, attualmente è invece molto apprezzato per la sua espressività, la sua creatività e per la visione filosofica che sta alla base del suo lavoro.

“Il matrimonio del cielo e dell’inferno”

È una raccolta di testi in prosa del poeta e incisore inglese William Blake. La data esatta della stesura dell’opera è sconosciuta; si presume che i testi siano stati composti a Londra tra il 1790 e il 1793. L’intero libro è scritto in prosa poetica, tranne l’Argument e la Song of Liberty. Nei testi dell’opera, che hanno uno stile simile a quello delle profezie bibliche, Blake esprime i suoi ideali romantici e rivoluzionari e descrive in prima persona la sua avventura nell’inferno, prendendo ispirazione dall’Inferno della Divina Commedia di Dante e da Paradiso perduto di John Milton. Il titolo dell’opera è un riferimento ironico a Heaven and Hell, libro teologico del filosofo svedese Emanuel Swedenborg.

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