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“La scomparsa della donna”, la foto simbolo delle discriminazioni femminili in Medio Oriente

"La scomparsa della donna" è un’opera che in molti stanno condividendo oggi per denunciare il rischio da parte delle donne di perdere i diritti fondamentali in seguito all'occupazione dell'Afghanistan dei talebani

“La scomparsa della donna” è un’opera della fotografa Boushra Almutawakel , artista che con le sue foto indaga sulla condizione femminile, mettendo in risalto la discriminazioni politiche, sociali e religiose che subiscono. Una foto che, nelle ultime ore, in molti stanno condividendo sui social network per denunciare il rischio da parte delle donne di perdere i diritti fondamentali, che avevano raggiunto con difficoltà negli ultimi decenni, in seguito all’occupazione dell’Afghanistan dei talebani nelle ultime ore.

La scomparsa della donna

La privata riflessione sull’individualità femminile trova una giusta espressione nelle opere della fotografa Shadi Ghadirian. Come ne “La scomparsa della donna”, le fotografie di Ghadirian evidenziano le contraddizioni dell’Iran odierno, rivelandone le incoerenze e sostenendo che non si può rincorrere uno sviluppo da potenza mondiale se prima non ci si fa carico delle arretratezze sociali ancora evidenti. Proprio come raffigurato in questa opera fotografica, una donna è destinata a scomparire quando è obbligata a sposarsi, a indossare il velo contro la propria volontà, quanto non può lavorare, spostarsi autonomamente. 

La condizione femminile in Medio Oriente

In Iran le donne possono contrarre il matrimonio già a 13 anni, anche prima della pubertà se c’è il permesso del tutore. Non sono libere di sposarsi con chi vogliono, senza rischiare di andare incontro al delitto d’onore. Non hanno il diritto di cantare, se non in un pubblico esclusivamente di sole donne, di ballare, di recarsi negli stadi (eccetto per le partite della nazionale), di andare in bicicletta. Non possono ricevere un’eredità adeguata.
 
 
In Iran le donne non possono vestirsi come vogliono, ma hanno l’obbligo di indossare l’hijab.  Nasrin Sotoudeh avvocato iraniano, è stata condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate per “incitamento alla corruzione e alla prostituzione” e “commissione di un atto peccaminoso”. La sua “colpa”? Aver difeso la libertà di rifiutare il velo.

La discriminazione femminile

In Iran le donne non possono viaggiare all’estero da sole, se sposate, e hanno bisogno del permesso del marito. Non possono esercitare la carica di Presidente della Repubblica. L’età di una donna è di 9 anni per essere considerata penalmente responsabile (per i maschi 15). È prevista la pena di morte per l’adulterio tramite lapidazione. Spesso avviene anche se vengono stuprate. Ben 106 donne sono state impiccate nel 2018 e nel 2019, ma i dati dichiarati probabilmente sono per inferiori a quelli reali. In Iran vivono 40 milioni di donne, i cui diritti più basilari vengono quotidianamente calpestati. Con la riconquista dell’Afghanistan da parte dei talebani, si teme che tale situazione possa aggravarsi ulteriormente.

 

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