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“Grenze Arsenali Fotografici”, al via la V edizione del festival

Il prossimo 1 settembre verrà inaugurata la V edizione di "Grenze Arsenali Fotografici", il festival interamente dedicato alla fotografia ospitato dalla città di Verona.

A partire dal 1 settembre, la città di Verona ospiterà “Grenze Arsenali Fotografici“, il festival fotografico che torna con la V edizione, dedicata ad un tema quanto mai attuale: il Fake. Dal 1 al 26 settembre, il Bastione delle Maddalene e diverse altre sedi decentrate della città scaligera faranno da sfondo alla fotografia contemporanea, con letture ed ospiti provenienti da tutto il mondo. 

“Grenze Arsenali Fotografici”, Verona accoglie la fotografia contemporanea 

Come anticipato poco prima, sarà il Fake il tema protagonista della quinta edizione del Festival “Grenze Arsenali Fotografici”. Identica alle scorse edizioni la formula che propone nel suo cartellone incontri con gli autori, workshop, seminari e convegni rivolti ad addetti ai lavori e al grande pubblico. Quanto mai attuale il tema che indaga il rapporto tra vero e falso e il ruolo di quest’ultimo come dubbio metodico nelle presunte verità rivelate.

“Grenze Arsenali Fotografici” rinnova anche quest’anno la sua vocazione all’internazionalità con ospiti provenienti dal Sudafrica, dall’Austria, dalla Serbia, dal Giappone e dalla Catalogna accanto naturalmente alla sperimentazione linguistica e alla ricerca italiana.
Il Festival ha il patrocinio dell’Università Iusve, del Comune di Verona, del festival Pànoramic, del BPM di Belgrado, dell’Istituto Italiano di Cultura Austriaca, di Magazzini Fotografici di Napoli e del Centro Luigi Di Sarro di Roma.

Da dove nasce l’idea di “Grenze Arsenali Fotografici”

L’idea di creare un festival fotografico così articolato, dalla vocazione internazionale e dal respiro tanto ampio, nasce dal desiderio di mettere la città di Verona al centro di un nuovo confronto, un dialogo in cui la fotografia possa essere indagata e osservata da vicino. Sul sito web del Festival, leggiamo infatti: 

“Grenze nasce come sperimentazione zero per riportare a Verona un’occasione pubblica di confronto, studio e analisi sui modi in cui in fotografia declina la distanza tra vedere, guardare, osservare e meravigliarsi. Sotto lo stesso cielo ma con orizzonti diversi”.

E ancora:

“Ci piace pensare che un Festival possa generare una comunità, permanente e riconoscibile. Ci piace pensare che i valori che ne determinano identità e distinzione possano invertire le traiettorie del sistema in atto, alimentando buone pratiche e creando nuove prospettive. 

Ci piace pensare che la gratuità sia l’inciampo e la smagliatura che convoca partecipanti e spettatori, pubblico e addetti ai lavori. Gratuità come nervatura delle relazioni, gratuità come orizzonte di un’utopia periferica, galleggiante ma dalla visione globale e pura. Chi partecipa a Grenze dona un segmento parallelo della sua storia, contemporaneo al suo processo produttivo e condivide con noi l’esperienza dello scambio e soprattutto della preziosa libertà che ne è profumo.

Gratuità è un terreno comune, una zona franca praticabile se ne viene condiviso il valore e la sostanza ultima. Donare, scambiare, partecipare diventano le condizioni che fanno di Grenze un modo di abitare le circostanze, inventando una linea di fuga percorribile finalmente da tutti”.

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