David Bowie in Heroes, le fotografie di Sukita in mostra a Firenze

David Bowie nelle foto di Sukita arriva in mostra, dal 30 marzo al 28 giugno 2019, a Firenze con la grande rassegna intitolata “Heroes - Bowie by Sukita”
David Bowie in Heroes, le fotografie di Sukita in mostra a Firenze
© Photo by Sukita 2019

MILANO – Firenze è la meta della grande rassegna fotografica “Heroes – Bowie by Sukita” interamente dedicata a David Bowie. La mostra è un percorso all’interno di quelle fotografie che hanno contribuito a costruire l’immagine della pop-rock star giunta fino a noi oggi. Ma queste fotografie vanno ben oltre agli scatti che noi tutti abbiamo sempre visto: bensì, le foto esposte, raccontano dell’amicizia di Bowie con il fotografo, Masayoshi Sukita, che ha fatto del mezzo fotografico uno strumento artistico contemporaneo.

David Bowie tra l’arte, la mostra

Al Palazzo Medici Riccardi di Firenze arriva, dal 30 marzo al 28 giugno 2019, “Heroes – Bowie by Sukita”  una grande retrospettiva, a cura di ONO Arte Contemporanea, dedicata allo straordinario rapporto artistico e umano tra David Bowie, icona della cultura pop, e Masayoshi Sukita maestro indiscusso della fotografia giapponese che lo ritrasse in quegli scatti che diventeranno famosi in tutto il mondo e che tracceranno e segneranno la storia del mondo della musica, dello spettacolo e della fotografia. L’esposizione presenta 60 fotografie di grande formato, alcune delle quali esposte in anteprima nazionale, che ripercorrono, appunto, un sodalizio durato oltre quarantanni tra la leggenda del pop rock e il grande maestro della fotografia tramite non solo gli scatti iconici che illustrarono la copertina dell’album “HEROES”, ma anche le fotografie storiche tratte dall’archivio personale di Sukita che raccontano un’amicizia iniziata negli anni Settanta. Firenze con questa mostra fa il suo personale omaggio a Bowie, aprendo le porte di uno dei suoi palazzi più ricchi di storia e fascino dando la possibilità ai visitatori con lo stesso biglietto di vedere lo splendido lavoro che Sukita ha dedicato al Bowie, ma anche di visitare il prestigioso palazzo.

© Photo by Sukita 2019

David Bowie – Masayoshi Sukita, un’amicizia di lunga durata

Il rapporto di collaborazione tra Bowie e Sukita nasce nel 1972 quando il fotografo arriva a Londra per immortalare Marc Bolan e i T-Rex. Sebbene ignaro su chi fosse David Bowie, Sukita decide di andare ad un suo concerto perché irresistibilmente attratto dal cartellone del manifesto che lo promuoveva e raffigurava Bowie con una gamba alzata. Così Sukita rimane piacevolmente stupito dal genio creativo di David che in quel concerto si stava esibendo con Lou Reed. Sukita doveva assolutamente fotografarlo. Il fotografo giapponese riesce quindi ad incontrare Bowie di persona grazie all’aiuto dell’amica e stylist Yasuko Takahashi, mente delle prime sfilate londinesi di Kansai Yamamoto, lo stilista che poi avrebbe disegnato i costumi di scena di Bowie durante il periodo di Ziggy Stardust, abiti che sono ritratti anche nelle foto in mostra. La Takahashi propose un portfolio con i lavori di Sukita (per lo più composto da campagne pubblicitarie e fotografia di moda) all’allora manager di Bowie, che gli accorda uno shooting. Bowie rimane folgorato dallo stile di Sukita e, sebbene il servizio proceda nel completo silenzio a causa della barriera linguistica, tra i due scatta qualcosa, un comune sentire basato sulla continua ricerca artistica che porta alla nascita di una relazione professionale e umana tra i due, che sarebbe durata fino alla scomparsa di Bowie. Nel 1973 Sukita ritrae di nuovo Bowie, sia negli Stati Uniti che durante il suo primo tour in Giappone, ma l’incontro indubbiamente più significativo avviene nel 1977 quando Bowie torna a Tokyo per la promozione dell’album “The Idiot” di Iggy Pop, che aveva prodotto. Sukita segue i due per la conferenza stampa promozionale ed i concerti, e durante un day off, chiede a Bowie e Iggy Pop di posare per lui in una breve sessione fotografica. In appena due ore, una per ogni artista, Sukita scatta 6 rullini e realizza anche la fotografia che non sapeva sarebbe divenuta la celebre copertina dell’album “HEROES”, una degli scatti più iconici della cultura popolare. Fu proprio Bowie infatti a contattare Sukita qualche mese dopo, quando doveva scegliere l’artwork per la copertina del suo nuovo disco, e a chiedere di poter utilizzare una delle immagini di quello shooting, e nello specifico proprio quella indicata dal fotografo come la sua preferita, perché era stato in grado di ritrarlo nel modo più veritiero possibile. Durante il corso degli anni Bowie e Sukita lavorano assieme in quasi tutte le occasioni in cui il primo si trova in Giappone o in cui il fotografo è negli Stati Uniti; ma ai servizi posati in studio seguono presto sessioni fotografiche più intime e personali, come ad esempio quella realizzata a Kyoto nel 1980, in quelle che erano giornate di pura vacanza. Il rapporto privato instauratosi tra i due, alimentato da un ricco interscambio culturale, ha così permesso la nascita di alcune delle immagini più famose che ritraggono Bowie, ma anche delle fotografie che ne mostrano la natura più vera.

© Photo by Sukita 2019

LEGGI ANCHE: I 7 libri preferiti di David BowiePerché Rebel rebel di Bowie è un inno alla libertà individuale

© Riproduzione Riservata