I segreti del successo del giallo nordico svelati da Camilla Lackberg

'In Svezia si tende a elogiare chi vende poco e a criticare chi vende tanto, ma io scrivo quello che piace a me e ai miei lettori e questo mi basta'. Camilla Lackberg è venuta al Salone del Libro di Torino...

TORINO – ‘In Svezia si tende a elogiare chi vende poco e a criticare chi vende tanto, ma io scrivo quello che piace a me e ai miei lettori e questo mi basta‘. Camilla Lackberg è venuta al Salone del Libro di Torino a presentare il suo ultimo libro tradotto da noi, Il segreto degli angeli, sempre edito da Marsilio. Un modo per conoscere meglio una delle autrici più popolari di oggi.

 

Lei è stata paragonata ad Agatha Christie e a Stieg Larsson. Che tipo di rapporto ha con questi autori?

Amo tantissimo Agatha Christie, un’autrice che mi ha dato tantissimo. Stimo Stieg Larsson, i cui romanzi sono abbastanza diversi dai miei, perché ha fatto nascere l’interesse nel mondo, soprattutto negli Stati Uniti, verso il giallo scandinavo. Senza di lui noi altri autori non avremmo avuto il successo che abbiamo, soprattutto oltreoceano.

 

Lei ha studiato Economia e ha lavorato come imprenditrice. Oggi scrive, come le sono stati utili i suoi studi e le sue esperienze lavorative di prima?

Mi hanno dato rigore e la capacità di promuovermi e fare businnes. In fondo, anche scrivendo resto una donna d’affari, adesso tra le altre cose sto lanciando una linea di gadget ispirati ai miei libri.

 

I suoi cattivi non sono mai cattivi assoluti, ma sono diventati così in seguito ad un trauma. Come mai questa scelta narrativa?

Sono interessata all’animo umano, alle diversità, a come due persone diverse, in situazioni simili agiscono in maniera diversa. Voglio capire cosa innesta in certi individui certi comportamenti rispetto ad altri, qual è la causa scatenante.

 

Nei suoi libri trovano spazio argomenti come la violenza domestica, il razzismo, l’omosessualità. Come sono vissuti in Svezia questi problemi?

Sulla violenza domestica c’è molta sensibilizzazione, anche se il problema c’è, ed è gravissimo, e l’omosessualità è ormai considerata una cosa normale. Il razzismo è qualcosa che mi inquieta molto, un partito xenofobo di estrema destra, Gli amici della Svezia ha recentemente ottenuto tantissimi voti e questo non è bello.

 

Il passato torna come tema portante nelle sue storie, anche e soprattutto quello riferito alla Seconda guerra mondiale. Che rapporto ha lei con il passato e che rapporto ha la Svezia con la Storia del Novecento?

Io amo molto il passato, anche solo guardare un album di fotografie, perché ritengo che nel passato si trovi la spiegazione del presente. Per decenni non si è parlato da noi del ruolo della Svezia durante la guerra, un ruolo non solo neutrale e ricco di ombre. Solo recentemente le giovani generazioni hanno espresso il desiderio di saperne di più.

Le sue storie sono ambientate nella zona della Svezia in cui risiede, non nelle grandi città, ma in centri piccoli. Come hanno reagito i suoi concittadini a tutti questi omicidi?

Hanno gradito moltissimo, c’è gente che mi chiede se nel mio prossimo libro metto un morto nel loro giardino. Realisticamente, non è credibile una cittadina di provincia in Svezia con due omicidi al mese, ma nei romanzi mi dà tantissimo materiale, e poi posso sempre far morire qualche turista, magari italiano!

Da dove nasce il titolo Il segreto degli angeli?

Quello italiano è un po’ diverso dall’originale, che è La fabbricante di angeli, che trae spunto dall’abitudine che c’era, in passato, di dare in affidamento dei bambini a donne che si offrivano di tenerli in cambio di un compenso. In alcuni casi queste donne uccidevano i bambini affidati loro per intascare i soldi, e ci furono delle condanne a morte tra Sette e Ottocento. La mia storia parte da questo spunto.

 

Nei suoi romanzi le donne sono molto forti e gli uomini più deboli. Come mai?

Negli ultimi decenni le donne hanno ottenuto in Svezia pari diritti, possibilità di farsi una carriera, di studiare, ma nello stesso tempo continuano anche ad occuparsi della famiglia e dei figli, gli uomini nonostante congedi di paterrnità e simili non aiutano. Comunque la mia coppia di protagonisti, Erica Falck e Patrick Hedström, sono stati scelti in equilibrio, sono lo ying e lo yang, si completano.

 

Conosce autori italiani, magari di gialli?

In Svezia non sono molto tradotti, comunque ho adorato Italo Calvino e i suoi libri, e di gialli all’italiana ricordo la serie de La Piovra che temo però mi abbia suscitato un po’ di stereotipi sul vostro Paese.

  

Cosa pensa delle critiche e come queste la aiutano?

In Svezia si tende a elogiare chi vende poco e a criticare chi vende tanto, ma io scrivo quello che piace a me e ai miei lettori e questo mi basta.

 

Elena Romanello

 

© Riproduzione Riservata