Come gestire una libreria indipendente oggi. L’orgoglio ed il coraggio delle libraie italiane raccontare da Matteo Eremo

Le storie, tutte femminili, di libraie che hanno avuto la forza e il coraggio di aprire e far funzionarie le proprie attività nei luoghi più disparati. Storie protagoniste del libro “La voce dei libri II”, secondo atto del viaggio alla scoperta delle librerie...

Le libraie amano i cataloghi e a volte li imparano a memoria. Accarezzano i libri prima di disporli esattamente al loro posto, protetti dalle note di Miles Davis e Thelonious Monk. Le loro sono storie di lucida euforia: mettono voglia di scegliere e di fare.

MILANO – Le storie, tutte femminili, di libraie che hanno avuto la forza e il coraggio di aprire e far funzionarie le proprie attività nei luoghi più disparati. Storie protagoniste del libro “La voce dei libri II”, secondo atto del viaggio alla scoperta delle librerie indipendenti realizzato dallo scrittore-libraio Matteo Eremo. Dalle remote vallate di montagna del Nord alle coste del Sud, passando per i quartieri meno battuti delle metropoli, per i capoluoghi e per le piccole città di provincia, la voce dei libri non è una selezione esclusiva di librerie, ma un viaggio aperto e continuo. Come le librerie indipendenti possono rispondere alla concorrenza di multicenter e store digitali? Ce lo spiega lo stesso autore in questa intervista.

 

Come nasce l’idea di questo libro, dedicato alle libraie italiane?

La voce dei libri, giunta ora alla sua seconda puntata, nasce da un’idea di Claudia Tarolo e Marco Zapparoli, ovvero i due editori di Marcos y Marcos, da sempre molto attenti al rapporto quanto mai vitale con il mondo delle librerie indipendenti.
Siamo partiti nel 2014 raccontando le storie, molto diverse tra loro, di undici librerie che sono riuscite a interpretare il mestiere in maniera vincente, proponendo un modello peculiare.
Quest’anno, invece, abbiamo scelto un altro filo conduttore: le storie, tutte femminili, di libraie che hanno avuto la forza e il coraggio di aprire e far funzionarie le proprie attività nei luoghi più disparati. Dalle remote vallate di montagna del Nord alle coste del Sud, passando per i quartieri meno battuti delle metropoli, per i capoluoghi e per le piccole città di provincia.
La voce dei libri non è una selezione esclusiva di librerie, ma un viaggio aperto e continuo.

 

Cosa rende speciali le donne raccontate in questo libro?

Le donne di cui racconto le storie sono innanzitutto coraggiose, ma non nel senso più comune del termine. Il loro coraggio non è l’impulso cieco e folle di un istante: con un gesto istintivo si può infatti aprire una libreria, non farla crescere e funzionare. Il coraggio che le accomuna, invece, è qualcosa di molto più profondo e faticoso: una forma di costanza, come scrive Cormac McCarthy in Cavalli selvaggi. C’è chi, dopo anni di peregrinazioni in giro per l’Italia, ha lasciato Milano per tornare a casa e aprire una libreria in provincia di Benevento, nonostante tutte le criticità del caso. O chi, da decenni, vende libri in una vallata di montagna dove tutto arriva in ritardo, persino la crisi economica. Per non parlare, poi, di chi lo fa con una specifica missione politica rivolta alla propria comunità – garantire a chiunque, indipendentemente dal censo, dall’istruzione e dall’età, il diritto di accedere alle storie e ai libri – esportando il proprio magnifico modello in giro per il mondo.
Stiamo parlando di donne forti, molto intraprendenti e altrettanto tenaci nel superare in maniera brillante qualsiasi avversità.

 

Qual è la differenza tra il libraio inteso come professione ed il mestiere di libraio visto come passione?

Le due cose sono assolutamente inscindibili, se si vuole far sopravvivere la propria libreria. È questo l’uovo di Colombo di un mestiere troppo spesso sottovalutato. Chi apre una libreria solo per passione, senza pragmatismo e spirito imprenditoriale, è senza dubbio destinato a fare poca strada. Così come non è concepibile una libreria indipendente non sorretta da tanta passione, anche perché stiamo parlando di un lavoro totalizzante che, in termini economici, non ripaga mai gli sforzi profusi. Solo chi ama questa professione può trovare la forza e gli stimoli per andare avanti nonostante tutto, con costanza. Direi quindi che non esistono librai professionisti e librai appassionati, ma i librai da un lato e gli appassionati, o i semplici rivenditori di libri, dall’altro.

 

Quali delle storie di libraie raccontate in questo libro ti ha colpito maggiormente? Ti andrebbe di citarne una?

Sono tutte storie molto particolari e interessanti, quindi è molto difficile sceglierne una. D’istinto, però, mi viene in mente la libreria Marescritto di Tricase, in provincia di Lecce. Isabella, la sua giovane libraia, ha infatti avuto il coraggio di aprirla di una delle zone più periferiche d’Italia, per di più in una cittadina che non ne aveva mai avuta una prima.
Scelta folle e azzardata? Tutt’altro. Isabella ha saputo creare un piccolissimo scrigno colorato di trenta metri quadrati che nel corso dell’ultima decade, grazie al suo carattere e alle sue competenze, è cresciuto in maniera esponenziale anno dopo anno, diventando un autentico faro nel territorio in cui si trova e rivitalizzando il centro storico di Tricase.
Riscoprendo orgogliosamente le radici della propria terra, così come l’importanza del concetto di ‘lentezza’, Isabella ha capito che il nostro principale ostacolo sono i pregiudizi e che nella sua cittadina a mancare era l’offerta di libri, non la loro richiesta da parte delle persone.
Un’autentica rivoluzione copernicana applicabile a tante altre zone d’Italia.    

 

Anche in base alle storie delle libraie raccontate in questo libro, quali sono a tuo parere i segreti-trucchi che permettono ad un libraio oggi di combattere la crisi e distinguersi dall’offerta dei multicenter e degli store digitali?

L’unico segreto è differenziarsi e valorizzare la propria identità, offrendo qualcosa di completamente diverso. I multicenter e gli store digitali propongono grandi sconti, tempi brevissimi di consegna e montagne di libri tra cui scegliere? Benissimo, allora le librerie indipendenti devono rispondere con tutto quello che i loro concorrenti non possono offrire: un ambiente molto curato e accogliente, la professionalità di librai veri, in carne e ossa, che promuovono libri interessanti e poco conosciuti, ma non per questo meno validi dei best seller, anzi. E poi una vasta gamma di servizi: dalle presentazioni ai laboratori, dalle ricerche personalizzate ai consigli, dal lavoro con le scuole ai circoli di lettura. In un panorama editoriale tanto sconfinato, il libraio deve essere una guida in grado di accompagnare il lettore per mano.
Del resto, se persino negli Stati Uniti, negli ultimi anni, i multicenter sono calati e il digitale si è fermato – mentre le librerie indipendenti, al contrario, sono cresciute – un motivo ci sarà. 

 

8 maggio 2015

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