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Perché i musei devono riaprire, anche senza turisti

Ospitiamo il giudizio del noto critico d'arte Luca Nannipieri, di cui è uscito il libro "A cosa serve la storia dell'arte" (Skira), sulla chiusura prolungata dei musei e teatri

Il Governo e il dibattito pubblico discutono ogni giorno su cosa fare per impianti da sci, partite di calcio, bar, ristoranti, centri commerciali, spa, mentre non rivolgono mai una parola per musei, biblioteche, teatri e luoghi d’arte, che sono il portato principale della nostra millenaria civiltà e che sono chiusi o inattivi da un anno, immobilizzati in una palude senza programmazione, senza sostegni a chi vi lavora, se non qualche mancia dell’Inps.

Sulla riapertura dei musei

Venezia ha già deciso la chiusura dei musei civici fino ad aprile. Perché tenerli aperti, senza turisti, come dice il sindaco Brugnaro, è come “buttar via i soldi”. La città lagunare dimostra così di concepire l’arte soltanto come tornaconto turistico, nuda bigliettazione d’entrate e uscite, con una visione ragionieristica del patrimonio culturale, ridotto a provvigione per pagare bollette e stipendi.

Firenze, Roma, Milano e le altre città più turisticizzate non si sono ancora espresse sui prossimi mesi: spero lo facciano a breve, dichiarando l’esatto contrario di Venezia.
Apriamo musei, teatri e gallerie, anche senza turisti, perché, in un momento di grande disagio psicologico e lavorativo, i cittadini debbono sapere che le arterie principali della loro civiltà (scuole, ospedali, musei, aeroporti, ferrovie, teatri, biblioteche, uffici) continuano a reggere e funzionare.

A cosa serve oggi conoscere la storia dell'arte?
A cosa serve la storia dell'arte

A cosa serve oggi conoscere la storia dell’arte?

Quanto costano le chiusure

Se facciamo funzionare molte attività (perché ritenute essenziali), mentre lasciamo chiusi i luoghi d’arte (perché ritenuti facoltativi o costosi), noi condanniamo questi spazi alla totale irrilevanza sociale. Capiamo benissimo i costi realistici delle aperture, ma dovremmo capire ancora di più i costi simbolici delle chiusure.

Le città che tengono aperti i musei soltanto quando ci sono i turisti, si condannano ad essere città carovaniere, cioè abitate e frequentate da gente che arriva e se ne va. E in assenza di turismo, le città carovaniere, che hanno puntato tutto sul turismo, anziché sul senso della cittadinanza e dell’appartenenza, diventano città fantasma, città presepe, set cinematografici svuotati di qualunque legame civico. Centri storici pieni di telecamere ma privi di persone, come Matera.

Il valore dei musei

I musei sono ciò che unisce i cittadini alla propria memoria. E come le scuole e gli ospedali, non possono essere chiusi. Non basterà aprire la porta per dire che i musei e i teatri sono aperti. Con i limiti e le precauzioni del contingentamento, bisognerà farli abitare. E questa è la sfida che ci aspetta.

Luca Nannipieri

Photo credits Paolo Ferraina

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